Scuole al gelo
Vittorio Emanuele, succursale al freddo: gli studenti dicono basta
La protesta: "Nonostante le numerose segnalazioni, sia a Enel sia alla Città Metropolitana di Palermo, i termosifoni continuano a restare spenti. Subito un nuovo contatore"
Al freddo non si impara, si protesta. È il messaggio lanciato questa mattina dagli studenti della succursale del liceo classico Vittorio Emanuele II, che alle 8 si sono riuniti davanti al plesso di via Collegio Giusino per dire basta alle aule gelide e al malfunzionamento degli impianti di riscaldamento.
In coro, i ragazzi hanno protestato contro quello che definiscono il silenzio e il disinteresse delle istituzioni. Nonostante le numerose segnalazioni inviate nel tempo, sia a Enel sia alla Città Metropolitana di Palermo, i termosifoni continuano a restare spenti. Una situazione che, denunciano, non è emergenziale ma strutturale.
«Nelle nostre aule questo è un problema che va avanti da molti anni — raccontano gli studenti —. La scuola si è mossa perché ha mandato molte richieste alla città metropolitana e anche all’Enel, ma sono tutte richieste che oramai sono cadute in prescrizione. Vedere la mattina centinaia di studenti che si devono portare le coperte da casa, che devono fare lezione con i cappotti o le mani gelate non è il meglio per la didattica».
I ragazzi chiedono interventi concreti e immediati: «Chiediamo concretamente che le istituzioni non abbandonino una scuola e gli studenti». A pesare è soprattutto la sensazione di non essere una priorità. «Non siamo la priorità delle nostre istituzioni. Nonostante le segnalazioni — spiegano — nessuno è mai venuto a installare un nuovo contatore».
Da qui la scelta della mobilitazione. «Questo era l’unico modo per far sentire la nostra voce», dicono. Una manifestazione pacifica, ma determinata, per “fare rumore” e riportare al centro dell’agenda istituzionale il diritto a studiare in condizioni dignitose.