itinerari
Il lago fiabesco e incantato a meno di due ore da Catania
Nel cuore del Parco dei Nebrodi a quota 1.500 metri tra le rocche del Crasto e il Monte Soro il Maulazzo è noto per la presenza dei grifoni e per il rito pagano del Muzzuni, antico inno ellenico alla fertilità
Oltre alle spiagge vulcaniche, alle acque cristalline e a una gastronomia d’eccellenza, la Sicilia custodisce luoghi appartati di rara suggestione. Tra questi, il Lago Maulazzo, incastonato nel Parco dei Nebrodi, in provincia di Messina, è un bacino dall’atmosfera incantata dove la natura domina incontrastata e i paesaggi cambiano volto con il succedersi delle stagioni.
Il fascino fiabesco del Lago Maulazzo. Situato a circa 1.500 metri di quota, tra le rocche del Crasto e il Monte Soro, questo invaso artificiale di cinque ettari, realizzato negli anni Ottanta dal Corpo forestale regionale, ricade nel territorio di Alcara Li Fusi, borgo noto per la presenza dei grifoni e per il rito pagano del Muzzuni, antico inno ellenico alla fertilità.
Attorno allo specchio d’acqua, alberi secolari e una ricca avifauna – aironi, germani reali, merli acquaioli e martin pescatori – animano un habitat che ospita anche specie endemiche come il cardo del Valdemone, riconoscibile per le infiorescenze violette e spinose.
In estate il lago offre ombra e refrigerio; in primavera esplode di colori; in autunno si veste di tonalità calde e avvolgenti. È però l’inverno a trasformarlo in un quadro sospeso: la superficie ghiaccia e le sponde si imbiancano, dando vita a uno scenario insolito per la Sicilia, eccezion fatta per le pendici dell’Etna.
Come arrivare: tra natura e sapori del territorio. Da Sant’Agata di Militello, uscendo dalla A20 Palermo–Messina, si imbocca la SP 161: una ventina di minuti tra curve e massicci rocciosi come il Crasto, meta d’elezione per climber esperti in Contrada Cammara. Lungo il percorso, trattorie di cucina tipica propongono maccheroni fatti a mano con sughi di suino nero nebroideo o di castrato, ricotta salata e grigliate abbinate ai funghi porcini.
Chi parte da Catania può seguire la Statale 284 fino a Cesarò e, da lì, affidarsi alle chiare indicazioni per il lago. Si prosegue verso Portella Gazzana, legata ai miracoli di San Nicolò Politi, patrono locale, quindi in direzione Mangaliviti e lungo lo sterrato della Dorsale dei Nebrodi. Dopo circa 7 chilometri, in Contrada Scafi, i cartelli guidano oltre Passo Taverna e fontane di acqua purissima, tra mucche, suini e cavalli al pascolo.
Non sono presenti aree picnic attrezzate: è essenziale riportare via i propri rifiuti, per tutelare questo piccolo eden.