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L'anniversario

Palermo ricorda Pio La Torre e Rosario Di Salvo. Mattarella: «La Repubblica rende omaggio al loro impegno»

A 44 anni dall'agguato mafioso deposta una corona di fiori in via Li Muli. Il Capo dello Stato esalta l'eredità della legge antimafia, mentre Pd e Cgil ne difendono l'attualità contro ogni tentativo di revisione

30 Aprile 2026, 10:18

11:08

Palermo ricorda Pio La Torre e Rosario Di Salvo. Mattarella: «La Repubblica rende omaggio al loro impegno»

In occasione del 44esimo anniversario dell'assassinio di Pio La Torre e del suo collaboratore Rosario Di Salvo, avvenuto il 30 aprile 1982, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato un messaggio a Emilio Miceli, presidente del centro studi intitolato all'ex segretario regionale del Pci. Nel suo intervento, il Capo dello Stato ha sottolineato come l'agguato abbia evidenziato «ancora una volta la pericolosità della criminalità organizzata, nemica della comunità». Ricordando il contributo decisivo offerto dal politico siciliano alla causa della legalità, Mattarella ha evidenziato che la Legge Rognoni-La Torre, approvata subito dopo la sua morte, costituisce ancora oggi l'asse portante del contrasto alle mafie. Si tratta di una preziosa eredità civica ed etica che deve essere trasmessa ai più giovani attraverso l'educazione alla legalità. «In questa giornata di commemorazione - ha concluso il Presidente - la Repubblica rende omaggio alla loro figura e al loro impegno».

La commemorazione cittadina a Palermo si è svolta in via Li Muli, luogo del duplice omicidio, dove le istituzioni hanno deposto una corona di fiori. Tra i presenti anche Franco La Torre, figlio del politico ucciso, che ha rimarcato il valore di una memoria attiva capace di tradursi in azione civica. «Il ricordo è un momento di quel percorso che porta all’impegno e non è soltanto rimembranza», ha dichiarato, ribadendo la necessità di «rendere partecipi anche le giovani generazioni di un qualcosa che è successo ancor prima che loro nascessero e forse ancor prima che nascessero i loro genitori».

«Oggi Palermo ricorda Pio La Torre e questo significa interrogarsi sul senso profondo della sua battaglia: una lotta che non si è limitata alla denuncia della violenza mafiosa, ma che ha avuto il coraggio di colpire il cuore del potere criminale, seguendo il filo dei patrimoni, delle connessioni, delle complicità. La Torre ha cambiato il modo in cui lo Stato guarda alla mafia, trasformando l'indignazione in strumenti concreti di giustizia». Lo afferma il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla. «Ma in quel 30 aprile - aggiunge il primo cittadino - non fu colpito solo un dirigente politico e sindacale di straordinaria lucidità. In quell'agguato fu spezzata anche la vita di Rosario Di Salvo, uomo delle istituzioni e della quotidiana fedeltà, che accanto a La Torre svolgeva il suo lavoro con dedizione e senso del dovere. Palermo oggi ha il dovere di custodire entrambe queste eredità, traducendole in azioni quotidiane, in scelte amministrative, in educazione civica. Non possiamo limitarci alla commemorazione ha concluso Lagalla - dobbiamo misurare la distanza tra il loro sacrificio e il presente, e colmarla con responsabilità».

L'anniversario è stato anche l'occasione per ribadire la centralità e l'intoccabilità della legislazione antimafia. Il segretario regionale del Pd, Anthony Barbagallo, ha ricordato la concomitanza con il cinquantesimo anno dalla relazione antimafia, lanciando un duro monito politico: «Rispetto ai tentativi squallidi di una parte del centrodestra di rimettere in discussione l'architettura della legislazione antimafia, con in testa la legge Rognoni-La Torre, noi oggi diciamo più che mai che questa legge non si tocca. Anzi, va rilanciato con forza il tema dell’efficacia delle confische dei beni e del sequestro». Alfio Mannino, segretario regionale della Cgil, ha invece voluto evidenziare i due pilastri dell'azione di La Torre: «contrastare la mafia e la criminalità organizzata e affermare le ragioni della pace», un impegno che per il sindacalista va portato avanti mantenendo una grande unità tra le istituzioni, il mondo del lavoro e l'area democratica e progressista. Alla cerimonia commemorativa hanno preso parte numerose autorità, tra cui parlamentari nazionali e componenti della Commissione Antimafia, esponenti della giunta regionale e comunale, oltre al questore e al prefetto di Palermo.