il dibattito
Gela, centrodestra contesta il sindaco ma va alla manifestazione per l'ospedale
Una decisione combattuta dopo un lungo confronto con gli esponenti regionali dei partiti
L'area liberale e di centrodestra tra un tira e molla, spaccature per diversità di idee sembra aver trovato la quadra. Fino alla tarda serata di ieri ancora riunioni e contatti con i vertici regionali. Alla fine la decisione prevalente è quella di scendere scenderà in piazza sabato 3 ottobre per la sanità, ma prendendo le distanze dal sindaco e dalla maggioranza di centrosinistra. La linea è quella di essere presenti solo per i cittadini e per il futuro dell'ospedale Vittorio Emanuele, non per avallare iniziative elettoralistiche. Questa linea accomuna chiariscono i segretari di Pli, Fratelli d'Italia, Forza Italia (che finora ha avuto la posizione di più netta chiusura), Noi Moderati, Rinnova, Avanti Gela e Nuova Dc.
La coalizione rivendica un metodo diverso da quello dell'Amministrazione, accusata di teatralità e ricerca di consenso. «La salute si difende con la programmazione, non con i selfie. La sanità non si governa con lo scontro ideologico o il populismo, ma con efficienza gestionale e analisi dei bisogni reali del territorio», è quanto pensano gli esponenti del centrodestra. Le proteste messe in campo da sinistra e M5S avrebbero cavalcato la legittima preoccupazione dei cittadini senza produrre risposte strutturali.
Il centrodestra rivendica invece la via del dialogo pragmatico con il governo regionale e i vertici della sanità, che avrebbe già prodotto risultati tangibili: dal percorso per il nuovo ospedale di Ponte Olivo, con 16 milioni per la progettazione e 250 per la realizzazione, agli interventi sul Vittorio Emanuele tra nuova Rianimazione, fondi per Oncologia, Urologia e Medicina, potenziamento di Pronto Soccorso e Obi e impegno per l'Utin. A questi si aggiungono 1,1 milioni per gli ascensori, 350 mila per i tetti e 700 mila per la Terapia Intensiva Neonatale, oltre a concorsi e assunzioni per garantire la continuità assistenziale. «Non tutto è risolto, ma oggi i problemi si affrontano con strumenti concreti». Tra le priorità indicate: reti tempo-dipendenti per infarti, chirurgia d'urgenza h24, potenziamento dell'area materno-infantile per fermare i viaggi della speranza e rilancio di Neurologia e Psichiatria. «Sabato raccoglieremo il grido della comunità, il giorno dopo torneremo a lavorare sui tavoli di Palermo»: hanno detto durante la riunione di ieri. In piazza ci sarà pure il gruppo di Miguel Donegani.

