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La polemica

Il caos Comunioni, Lorefice incontra tutte le associazioni tranne una

Mancava solo Confimprese che protesta contro il catechismo “lungo”

07 Ottobre 2026, 11:01

La scorsa settimana avevano scritto all’arcivescovo per manifestargli stima e vicinanza, messaggio distensivo nel clima di contestazione attorno alle prime comunioni. E ieri Lorefice li ha ricevuti. La polemica riguarda la durata del percorso di catechismo, portato a cinque anni al termine dei quali ricevere anche la cresima. Di fatto, determinando lo slittamento di centinaia di prime comunioni. Con evidenti ripercussioni economiche su ristoratori, fiorai, fotografi, negozi di confetti e bomboniere.

Ma, dopo quest’incontro, fra gli imprenditori la spaccatura è ancora più netta. Ieri al Palazzo arcivescovile erano presenti Margherita Tomasello e Annalisa Sireci (Confcommercio, mentre la presidente Patrizia Di Dio era collegata da remoto); Francesca Costa e Salvo Basile (Confesercenti); Domenico Provenzano, Mario Leone e Mario Filippello (Cna, quest’ultimo anche collaboratore dell’ ufficio per la pastorale sociale e del lavoro); Maurizio Pucceri e Fabio Barca (Casartigiani); Giuseppe Terruso e Francesco Baiamonte (Confartigianato). La parola d’ordine, al termine della riunione, è dialogo, da ambo le parti. Si è parlato di lavoro, occupazione, emergenze economiche e sociali. Ma anche e soprattutto del nuovo progetto diocesano per il catechismo. Percorso che Lorefice spiega: «Siamo impegnati a realizzare, con l’impegno di tutte le anime di Palermo, un cambiamento culturale e sociale per vivere la parrocchia come un luogo in cui si avvia il percorso di formazione della fede, che coinvolge ovviamente le famiglie».

L’arcivescovo ha ribadito l’importanza del confronto e del dialogo, per i quali ha ringraziato i rappresentanti di commercianti ed artigiani. Una nota congiunta, al termine dell’incontro, è il segnale dell’unità, di un passo avanti. Lorefice, si legge, «ha rinnovato la disponibilità e la collaborazione per mettere a fuoco e intervenire su diversi temi contingenti: dalle difficoltà per chi fa impresa in questo particolare momento storico all’impegno di chi guarda alle scelte della Chiesa di Palermo come occasione per rinnovare un profitto etico». Ma Lorefice conclude: «Il ruolo del vescovo e il ruolo di chi fa impresa e vive del commercio sono due livelli distinti ma il dialogo, il confronto, la condivisione, sia di preoccupazioni che di progetti, devono rimanere costanti e arricchenti».

Incontro che segna ancora di più la rottura con Confimprese, mai ricevuta e che ieri non ha partecipato alla riunione. L’associazione da mesi contesta il percorso avviato dalla Chiesa. I commercianti aderenti, lunedì, avevano manifestato davanti alla Curia, guidati dal presidente Giovanni Felice, che da tempo chiede un confronto. I negozianti lamentano perdite per 30 milioni di euro e temono la crisi delle proprie aziende. Riunione che ha colto di sorpresa Felice. «Se fossimo stati invitati – dice– avremmo anche noi sottoscritto le buone intenzioni dichiarate. Ma tra le buone intenzioni e i risultati pratici c’è una bella differenza. Vorremmo collaborare, per colmare questa differenza fra la parte teorica e quella pratica, che è la vita di tutti i giorni».