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Il fatto

Niente funerali pubblici per Rosario Scalia a Partanna: è stato vicino a Matteo Messina Denaro

Il provvedimento del questore di Trapani per evitare ostentazioni e riaffermazioni della cosca

Laura Mendola

02 Gennaio 2026, 15:27

Notte di Natale a Sulmona: muore in cella Scalia, l’ombra lunga di un delitto di mafia a Trapani

Niente funerali pubblici per Rosario Scalia, classe 75, morto alla vigilia di Natale nel carcere di Sulmona. L'uomo era detenuto per reati di mafia ed era originario di Partanna. Era ritenuto vicino alla consorteria di Cosa nostra operante in provincia di Trapani ed era stato condannato nel 2019 a vent’anni di reclusione per un omicidio aggravato dal metodo mafioso, commesso con l’obiettivo di agevolare l’attività dell’organizzazione criminale.

L'uomo è stato vicino a Matteo Messina Denaro.

La notizia della morte ha portato all’immediata adozione di misure di ordine pubblico. Il Questore di Trapani ha infatti disposto il divieto di svolgimento delle esequie in forma pubblica, vietando qualsiasi commemorazione o funzione religiosa al di fuori del cimitero di Partanna, dove la salma verrà trasferita e tumulata nelle prossime ore.

Il provvedimento rientra in una prassi consolidata delle autorità di pubblica sicurezza e ha una finalità precisa: impedire che i funerali possano trasformarsi in occasioni di ostentazione o consenso, anche simbolico, nei confronti delle organizzazioni mafiose. In passato, infatti, cerimonie funebri pubbliche di soggetti ritenuti appartenenti a Cosa nostra sono state utilizzate come momenti di riaffermazione del controllo del territorio o di celebrazione del ruolo criminale del defunto.

Negli ultimi anni, soprattutto in Sicilia, le Questure hanno fatto ampio ricorso a questo tipo di divieti, in linea con le indicazioni del Ministero dell’Interno e con una strategia più ampia di contrasto culturale alla mafia, che punta a spezzare non solo le strutture operative delle cosche ma anche i riti e i simboli attraverso cui esse cercano legittimazione sociale.