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L’INCHIESTA

Monreale come il Far West, il pistolero dello Zen: «Non mirare in aria, spara sulla folla»

L'informativa dei carabinieri sulla strage non è solo un documento giudiziario ma anche (e forse soprattutto) una fotografia allarmante del clima di violenza che c'è fra i giovani

Laura Distefano

04 Gennaio 2026, 05:05

Monreale come il Far West, il pistolero dello Zen: «Non mirare in aria, spara sulla folla»

Ragazzi cattivi. Violenti. Pronti a uccidere. L’informativa dei carabinieri di Monreale sulla strage dello scorso aprile non è solo un documento giudiziario ma una fotografia di un degrado sociale fra i giovani davvero allarmante e preoccupante.

Nelle pagine scritte dagli investigatori e consegnate alla procura di Palermo - che ha chiuso l’inchiesta per 4 persone accusate a vario titolo di omicidio, armi e rissa - si ricostruisce un clima da Far West dove vigeva la regola delle pistole fumanti. Un testimone sentito immediatamente dopo i tragici fatti racconta una delle fasi più drammatiche e violente. Quella degli spari in piazza. Una piazza piena di ragazzi, bambini, famiglie. Nemmeno la presenza di ragazzini ha fermato i pistoleri dello Zen. «Finita la scazzottata - racconta il ragazzo ai pm - ho sentito esplodere dei colpi d’arma da fuoco. Non so come si chiamasse la persona che ha sparato ma era in sella a una Bmw modello vecchio». Ma l’aspetto più inquietante glielo avrebbe confessato un altro testimone che è sopravvissuto alla raffica di pallottole. «I colpi erano troppo ravvicinati. Un mio compaesano, mentre eravamo in ospedale, mi ha raccontato di aver sentito il conducente della Bmw dire al passeggero di non mirare in aria ma di sparare proprio sulla folla». Follia che ha generato morti. Ora i quattro indagati stanno sono in attesa della richiesta di rinvio a giudizio della procura. Ma, vista l’evidenza della prova, potrebbe esserci anche un’istanza di giudizio immediato.