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Il caso

Giarre, il “patrimonio fantasma”

Un patrimonio pubblico sterminato e spesso inutilizzato, tra edifici storici inagibili, musei chiusi e la sfida del 2026 per il loro recupero e riuso

Mario Previtera

06 Gennaio 2026, 06:30

Giarre, il “patrimonio fantasma”

Un patrimonio immobiliare sterminato, silenzioso e, in larga parte inutilizzato. È l'eredità pesante che Giarre si porta dietro: una serie di opere pubbliche e complessi monumentali che, anziché essere volano di sviluppo e cultura, rimangono imprigionati tra inagibilità strutturali, contenziosi legali e una cronica carenza di investimenti.

Dalle frazioni al cuore del centro storico, prestigiose infrastrutture pubbliche raccontano una storia di abbandono che attende ancora un finale diverso. Spiccano fra le tante, il museo antropologico di Macchia, l'imponente edificio dell'Ipab Bonaventura di via De Gasperi e l'Ipab Marano, da cui dipende l'ex casa di riposo di via Luigi Orlando. Struttura, quest'ultima, chiusa nel 2018, dopo contenziosi e un pesante disavanzo consolidatosi negli anni. Oggi, l'edificio che un tempo ospitava gli anziani della città, resta un guscio vuoto, simbolo di un welfare che ha perso i suoi spazi.

Nel cuore del centro storico giarrese, alle spalle di piazza Duomo, svetta l'edificio neoclassico di via De Gasperi, inagibile da lunghi decenni, già orfanotrofio ed ex sede organizzativa dell' Asp. Il palazzo che copre una superficie di 6 mila mq, necessita di interventi di ristrutturazione importanti.

Anche il versante culturale soffre. Il museo Antropologico "Genti dell'Etna" di Macchia, in piazza San Vito, è da tempo interdetto al pubblico. Le cause sono purtroppo comuni a molti edifici storici del territorio: criticità strutturali originate da pesanti infiltrazioni d'acqua piovana che hanno compromesso la sicurezza dei locali. In questo caso i danni di natura idraulica sono da imputare all'infelice ubicazione del museo, a pochi metri dall'alveo del torrente Macchia. In attesa di un finanziamento che possa rivitalizzare il plesso, la memoria storica del territorio etneo rimane sotto chiave, invisibile agli occhi dei visitatori e degli studiosi.

La sfida per Giarre nel 2026 non è solo reperire fondi, aderire a bandi regionali e ministeriali, ma decidere, nel contempo, cosa fare di questi spazi: centri polifunzionali, residenze protette e poli museali moderni.