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Metropolitana in centro, a febbraio l’inaugurazione delle stazioni Politeama e Porto: ecco come cambierà la viabilità

Tutto pronto per i primi treni. Cantieri in via di rimozione, sul sito apparsi anche i biglietti. I pendolari però non ci stanno: «Ancora troppi ritardi»

Luigi Ansaloni

06 Gennaio 2026, 07:00

18:46

Stazione metropolitana

L'entrata della stazione Politeama

Eppure qualcosa si muove. Timidamente. Da qualche giorno si vede l'entrata di quella che sarà la stazione Politeama, con le barriere che sono state tolte. Non si può ovviamente ancora entrare, visto che è tutto ancora chiuso e non attivo, ma è un segno che a breve si potrà viaggiare in metropolitana fino al centro città. E scendere dal treno arrivando direttamente nel cuore di piazza Castelnuovo.

Quando? Sfumato l'obiettivo 2025, sembra difficile anche gennaio, ma chissà. Fonti di Trenitalia, prudentemente, parlano di febbraio, ma intanto i cantieri stanno già smontando e sul sito internet per comprare i biglietti le stazioni Porto/Politeama sono già disponibili. Ovviamente, non ancora acquistabili. Rfi (Rete Ferroviaria Italiana), la ditta D'Agostino e l'amministrazione comunale hanno lavorato per chiudere tutto entro l'anno appena finito, ma non è stato possibile. L'inaugurazione delle due stazioni doveva avvenire a giugno, poi a settembre, ma si erano resi necessari dei lavori di contenimento e di risoluzione delle infiltrazioni dell'area del cantiere della fermata Porto. C'era stata prima un'accelerata, poi un nuovo stop, e ora di nuovo una corsa per lo sprint finale. Se il ritardo si dovesse aggirare sui due mesi, le fermate dovrebbero essere pronte entro novembre, per poi aspettare il parere dell'agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali (Ansfisa), che dà il via libera ad ogni nuovo chilometro di ferrovia o strade.

Ci vorranno circa 45 giorni, per i controlli più serrati che in passato, per il via libera. Controlli che sono già iniziati, ma non ancora completati del tutto. L'Autorità portuale ha completato già da qualche settimana i lavori di palificazione drenante concordati con Rfi per la risoluzione dei problemi di infiltrazioni dell'area del cantiere, entrando così nella fase di completamento delle opere di superficie. Dunque, ormai siamo davvero alle battute finali per un progetto, comprendente l'anello ferroviario, che davvero cambierà il volto della città. Di certo, sarà una rivoluzione per la viabilità. L'investimento per questa prima fase ammonta a circa 150 milioni di euro. L'anello ferroviario si svilupperà su due tratte, con un costo totale di 250 milioni, e oltre alla Libertà comprenderà le fermate Porto, Politeama e Malaspina. Dopo anni di disagi e cantieri in superficie, una volta ceduto il ramo d'azienda da Tecnis a D'Agostino, sono potuti ripartire gli scavi in sotterranea. La seconda fase dei lavori prevede realizzazione della stazione Turrisi Colonna, dove sorgeva lo scalo Lolli, e il collegamento Politeama-Notarbartolo. Per questo lotto sono stati stanziati 100 milioni.

Certo, i pendolari non hanno preso proprio benissimo questo nuovo ritardi, e attraverso il Ciufer, il comitato presieduto da Giacomo Fazio, hanno espresso le loro perplessità: «Siamo arrivati al 2026 e Palermo è ancora in attesa dell'apertura delle fermate della cosiddetta metropolitana in centro. Un'attesa che ormai ha assunto i contorni della normalità, nonostante si continui impropriamente a parlare di “servizio metropolitano”, quando una vera metropolitana è ben altra cosa per efficienza, frequenze e capillarità - ha detto Fazio -. Mentre a Roma si pianifica l'ennesima nuova linea e Milano prosegue senza sosta l'espansione di una rete ormai irraggiungibile per molte altre città italiane, a Palermo ci si ritrova, ancora una volta, a doversi accontentare. A convivere con ritardi cronici, annunci ripetuti e promesse puntualmente disattese. La verità, amara ma evidente, è che Palermo avrebbe da sempre bisogno — oggi più che mai — di una metropolitana nel vero senso della parola: un'infrastruttura moderna, efficiente e capillare, capace di rispondere alle esigenze di una grande città. Invece si è costretti quasi a elemosinare l'apertura di singole fermate - continua Fazio- Emblematico il caso della fermata Politeama, il cui debutto viene annunciato e rinviato di continuo. Ancora più nebulosa la situazione della fermata Porto. E l'Anello ferroviario, da anni presentato come opera strategica? Continua a procedere di ritardo in ritardo, trasformandosi in un simbolo di inefficienza più che di rilancio. Nel frattempo, il mondo va avanti. In altre città e in altri Paesi le infrastrutture decollano, i nodi ferroviari si chiudono in tempi certi, le reti si completano. A Palermo, invece, per realizzare un solo metro di ferrovia o completare un nodo fondamentale servono decenni. Una condizione non più tollerabile, che racconta il fallimento di una visione sulla mobilità e sul futuro della città» conclude il presidente del Ciufer.