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Diserbo, no a Reset e via libera ai privati: la gara per l’affidamento costerà al Comune 1,4 milioni di euro
La Cgil sul piede di guerra: «Nessuna garanzia per il futuro». L’assessore Alongi: «Il bilancio è messo in sicurezza»
Su Reset, adesso, l’essenziale è mettersi d’accordo sull’aggettivo “anomalo”, che per l’assessore comunale all’Ambiente Pietro Alongi è riferito al tipo di diserbo che il Comune ha appena deciso di dare in affidamento ai privati, e per i sindacati (insieme all’opposizione, in testa il consigliere M5s Antonino Randazzo) delinea invece un quadro economico-finanziario che resterebbe preoccupante. Sì, il Comune ha in forno lo schema di avviso per l’esternalizzazione del servizio, con 1,4 milioni già scremati dall’avanzo vincolato. Si tratta del controllo e della rimozione delle erbacce nei quartieri residenziali, in epigrafe «Messa in sicurezza bordi stradali e manutenzione straordinaria interfaccia aiuole/strade».
Il diserbo straordinario è pomo di discordia antico: nel 2025, è stato oggetto di un affidamento una tantum a Reset, per il valore di 1,2 milioni di euro. Somma che ha contribuito decisamente a evitare il buco di bilancio, insieme a un passaggio che, invece, una tantum non è. Si tratta dei servizi di sanificazione, igienizzazione, derattizzazione, disinfestazione, precedentemente intestati a Rap e usciti dall’ombrello Tari. Il Comune, qui, dà a Reset poco meno di due milioni e cinquantamila euro.
Soldi come ossigeno, che serviranno a garantire le spettanze dopo il passaggio alle 40 ore lavorative di gran parte dei dipendenti. E qui s’innesta il malumore dei sindacati, a partire dalla Cgil che quel monte ore aumentato - a condizione della rinuncia agli arretrati e agli scatti di anzianità - non lo ha mai firmato, portandosi appresso circa ottanta “ribelli” e una causa già vinta che minaccia di fare da apripista a una serie di vertenze economicamente sanguinose per Reset.
Filcams Cgil ha intanto ottenuto un’audizione in terza commissione consiliare. «L’azienda non ci ha voluto incontrare ma noi chiediamo che si faccia chiarezza - dice il segretario generale Filcams Cgil Palermo Giuseppe Aiello - non può una partecipata che svolge servizi essenziali essere costretta a elemosinare attività aggiuntive. La Filcams Cgil e la Cgil Palermo, a maggio 2025 avevano lanciato l’allarme sulla tenuta dei conti, per il passaggio alle 40 ore settimanali, la fine di Decontribuzione Sud e il rinnovo del contratto multiservizi. Perdita d’esercizio confermata dal ragioniere generale e stimata tra uno e due milioni di euro. Inoltre, la Filcams chiede un intervento del sindaco per evitare la discriminazione dei circa 80 lavoratori che non hanno ancora avuto l’aumento a full time».
L’assessore Alongi para il colpo, dichiarando che «al più tardi a marzo il diserbo “anomalo” sarà sul campo, dopo l’espletamento della gara, con la ditta affidataria», mentre il diserbo ordinario resterà in capo a Reset a norma del contratto di servizio. Per Reset non si pongono problemi di bilancio dopo l’affidamento dei servizi di sanificazione. La società è stata messa in sicurezza e non denuncia alcun disequilibrio finanziario, potendo tranquillamente sostenere le 40 ore settimanali.