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l'influenza

Pronto soccorso ancora in affanno: sovraffollamento al 400 per cento, via all’unità speciale del Policlinico

Il picco della variante K, la copertura vaccinale bassa e le attese anche oltre 48 ore

Antonio Giordano

09 Gennaio 2026, 06:00

Pronto soccorso ancora in affanno: sovraffollamento al 400 per cento, via all’unità speciale del Policlinico

La pressione sui reparti di pronto soccorso palermitani è ancora molto alta. Complice l'arrivo del picco di influenza, gli ospedali della città e della provincia hanno continuato a registrare per tutta la giornata di ieri percentuali di sovraffollamento ben superiori al 150 per cento, superando in alcuni casi anche il 400 per cento con decine di persone che attendevano da più di 24 ore che arrivasse il proprio turno per potere essere visitate. I pronto soccorso si trovano all'incrocio tra il picco della variante K, la copertura vaccinale che in Sicilia continua a essere bassa e la scarsa comunicazione tra i pazienti e la sanità territoriale, che come accusano alcuni sindacati manca completamente all'appello costringendo i cittadini a rivolgersi agli ospedali.

Lo scenario nella giornata di ieri continuava a mostrare dei reparti in affanno. Il pronto soccorso del Civico nel pomeriggio aveva un indice di sovraffollamento del 190 per cento, dunque con il doppio di pazienti in attesa rispetto ai posti tecnici decisi dalla direzione aziendale. Significa che c'erano 80 pazienti in attesa su 42 posti disponibili, e tra i pazienti 12 stavano aspettando da più di 48 ore e altri 12 da più di 24, mentre tutti gli altri erano arrivati meno di 24 ore prima.

Ancor più sovraffollato il Policlinico, con un indice del 220 per cento e 57 pazienti in attesa, di cui 10 da più di 48 ore e 8 da più di 24. Ma dati analoghi sul sovraffollamento si registrano anche in tutti gli altri reparti del palermitano, con il record del Buccheri La Ferla che registra il 408 per cento, l'Ingrassia il 269 per cento, Villa Sofia il 140, mentre a Termini Imerese si è registrato un sovraffollamento del 350 per cento e al Civico di Partinico il 281 per cento.

Una situazione che si sviluppa davanti a un'influenza che non ha nulla di speciale, come sottolineano infettivologi ed epidemiologi. Ma in cui si sommano fattori arrivati a complicare il meccanismo già sotto pressione dei reparti ospedalieri. In questo momento la Sicilia è la prima regione in Italia per contagi e uno dei motivi potrebbe essere la scarsa copertura vaccinale. Secondo i dati diffusi da Giacomo Scalzo, dirigente generale del Dasoe, il dipartimento per le attività sanitarie e osservatorio epidemiologico, in Sicilia è stato somministrato il 52 per cento dei vaccini influenzali acquistati dalla Regione: in numeri assoluti fanno 655mila persone vaccinate su 1,2 milioni di dosi acquistate. Guardando poi ai dati provinciali si nota una discrepanza tra dosi acquistate e dosi effettivamente somministrate. A Palermo va il primato di vaccini acquistati con 324mila dosi, il 25 per cento del totale, ma la stessa provincia del capoluogo è solo sesta per numero di somministrazioni: 169mila, il 52 per cento. Il direttore del Dasoe Scalzo conclude che l'incremento di pazienti con patologie collegate all'influenza, come complicazioni respiratorie e polmoniti, «è un fatto prevedibile che certamente avrebbe avuto meno rilievo se i siciliani avessero aderito in massa alla campagna vaccinale».

Proprio alle complicanze legate all'influenza è legata una delle iniziative della task force istituite al Policlinico per contrastare gli effetti del picco. Da ieri mattina infatti è operativa un'unità medica di dieci posti, ottenuti rimodulando quelli all'interno del dipartimento chirurgico, che si occuperà proprio di pazienti che hanno avuto complicazioni di tipo respiratorio in seguito al virus K. L'unità opera sotto il coordinamento di Nicola Scichilone, direttore dell'unità di pneumologia, insieme a specialisti di altre aree operative.