Trasporti
Maltempo isola le Eolie: collegamenti fermi, scorte in esaurimento
Terzo giorno di stop ai collegamenti, la Cisl minaccia lo stato d'agitazione per i rimborsi del Seus 118
Continua ad imperversare il maltempo e per il terzo giorno consecutivo saltano i collegamenti marittimi con buona parte dell’arcipelago delle Eolie. Anche nella giornata di ieri, sono state sospese tutte le corse dei mezzi veloci della Liberty Lines da Milazzo per le isole e viceversa, così come i collegamenti da Messina alle Eolie e la nave che collega Salerno a Messina. Ha viaggiato, ancora una volta, solo il traghetto di Caronte&Tourist, Nerea, che è riuscito a garantire una corsa di andata e ritorno da Milazzo con Lipari, Vulcano e Salina, riportando a casa quanti erano rimasti bloccati nella città del Capo e rifornendo di derrate alimentari le tre isole maggiori. Molto più complicata, invece, la situazione con le isole più piccole: Panarea, Filicudi, Alicudi, e Stromboli (compreso l’abitato di Ginostra), che sono completamente isolate da mercoledì e dove le scorte di alimenti freschi nei negozi cominciano a scarseggiare. Impossibile anche il cambio degli insegnanti nelle scuole così come quello dei medici dei presidi di continuità assistenziale. Le previsioni meteo, intanto, non promettono nulla di buono neanche per sabato. Dura la presa di posizione della Cisl Messina, che con una nota, inviata anche al prefetto, denuncia il mancato rimborso dei biglietti per gli operatori del Seus 118 impiegati nelle isole minori. «È una situazione che definiamo inaccettabile e discriminatoria – dichiarano Giovanna Bicchieri segretario generale della Cisl Fp Messina e Francesco Iarrera, referente territoriale Cisl Fp Seus 118 Messina –. Gli operatori delle Isole Minori garantiscono ogni giorno un servizio essenziale in condizioni già difficili, ma vengono lasciati soli a sostenere costi che non dovrebbero mai ricadere sui lavoratori. Parliamo di migliaia di euro anticipati di tasca propria, una condizione che non può più essere tollerata e che ci costringerà a proclamare lo stato d’agitazione se non si troveranno soluzioni».