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I controlli

Un certificato falso per andare ai domiciliari: a Messina il caso di un 70enne con precedenti per mafia

La verifica dei carabinieri di Bordonaro ha portato di nuovo in carcere l'uomo con una lunga sfilza di precedenti

Redazione Messina

16 Gennaio 2026, 15:41

Un certificato falso per andare ai domiciliari: a Messina il caso di un 70enne con precedenti per mafia

Aveva ottenuto i domiciliari presentando documentazione falsa. Ma ora tornerà in carcere. Protagonista un 70enne, già noto alle forze di polizia per “associazione di tipo mafioso”, “omicidio”, “rapina”, “estorsione” ed “evasione”. Nei giorni scorsi, a Messina, i carabinieri della Compagnia di Messina Sud hanno eseguito un’ordinanza di aggravamento - emessa dal Tribunale del luogo - con cui è stata disposta la detenzione in carcere dell’uomo nella Casa Circondariale di Messina Gazzi. Il provvedimento arriva dopo gli approfondimenti eseguiti dai carabinieri della Stazione di Bordonaro, i quali - nel dicembre scorso - avevano notato che l’interessato, benché gravato da precedenti per i predetti reati, era stato scarcerato e sottoposto alla detenzione domiciliare.

Difatti, nell’ambito delle verifiche eseguite dai militari, è emerso che l’ordinanza con cui era stato scarcerato era stata emessa prendendo in considerazione, tra l’altro, anche una certificazione medica con cui l’interessato - in una circostanza - aveva precedentemente attestato la propria presenza presso una struttura sanitaria, giustificando un episodio dell’aprile 2025 per cui era stato deferito per “evasione”.

I carabinieri di Bordonaro hanno poi appurato che l’attestazione era falsa, in quanto il dirigente medico da cui risultava sottoscritta ha disconosciuto la firma che vi era stata apposta, anche in ragione del fatto che - nel giorno di riferimento - non era presente presso quella struttura. All’esito di questa ricostruzione, il Tribunale di Sorveglianza ha quindi rilevato la gravità di tale condotta e l’incompatibilità della stessa con la detenzione domiciliare precedentemente concessa, disponendo quella in carcere.