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il caso

Paura sul pullman tra Licata e Palermo: autista guida "strano", i passeggeri chiamano la polizia che blocca il bus

Corsa fermata al Villaggio Mosè per il comportamento del guidatore: cosa sappiamo fin'ora

Redazione La Sicilia

16 Gennaio 2026, 21:43

“Fermate il bus”. Paura sulla Palermo–Licata: autista agitato, viaggio interrotto al Villaggio Mosè

Un ritardo di circa 15 minuti alla partenza da Licata che aveva già messo in allarme i pendolari, molti dei quali studenti universitari alle prese con il rientro per le sessioni d'esame. Ma chi è a bordo nota che il conducente appare nervoso, compie movimenti repentini, alza la voce. Le urla salgono di tono, la tensione si trasforma in paura, qualcuno afferra il telefono e chiama il 112. La richiesta è netta: “Fermate l’autobus”. La corsa in direzione Palermo viene sospesa in prossimità del Villaggio Mosè alla periferia di Agrigento.

Il bus è quello tra Licata e Palermo una delle direttrici più trafficate dell’asse sud-orientale dell’Isola, con transito e fermata al Villaggio Mosè. Secondo le prime ricostruzioni, il mezzo sarebbe partito da Licata con circa 15 minuti di ritardo. Pochi chilometri dopo, diversi passeggeri hanno segnalato “urla” e comportamenti agitati del conducente, chiedendo la sospensione del viaggio per motivi di sicurezza.

La corsa è stata quindi fatta arrestare nei pressi del Villaggio Mosè, la zona commerciale-residenziale alle porte di Agrigento, dove solitamente molte linee extraurbane effettuano fermate o deviazioni. Gli utenti a bordo hanno contattato le forze dell’ordine attraverso il 112. La dinamica dettagliata resta in fase di accertamento.

Non è la prima volta in cui sono stati proprio i passeggeri a intervenire o a segnalare, chiedendo la sospensione della corsa quando il comportamento del conducente destava allarme: emblematico il caso del Palermo–Trapani del 21 novembre scorso, quando un medico presente a bordo convinse l’autista ad accostare e la Polizia Stradale accertò lo stato di ebbrezza del guidatore. È un caso diverso, ma dimostra quanto la prontezza degli utenti possa prevenire conseguenze ben peggiori.