Il caso a Catania
Figlio picchiato col cucchiaio, mamma pronta a impugnare il divieto di avvicinamento
Ieri si è svolto l'interrogatorio di garanzia davanti al gip che ha emesso la misura personale. Le parole dei difensori dei due genitori che si sono difesi dalle accuse
Si apre un altro capitolo dell’incresciosa vicenda che riguarda il ragazzino di undici anni picchiato dal padre con un cucchiaio di legno mentre gli diceva «io sono il tuo padrone». L’aggressione è stata registrata col cellulare dalla madre e non dalla sorellina come aveva raccontato il bimbo agli investigatori. Il video è diventato virale sui social per mano della stessa piccola vittima che ha deciso di pubblicarlo come storia sul profilo social del nonno maternoa casa del quale vive da qualche giorno assieme alle sorelline per ordine del Tribunale per i minorenni.
Ieri si è svolto l’interrogatorio di garanzia dei genitori del bimbo che sono sottoposti al divieto di avvicinamento disposto dal gip Luigi Barone dopo la richiesta di arresti in carcere inoltrata dal procuratore aggiunto Sebastiano Ardita e del pm Alberto Santisi. Istanza depositata dopo che il giudice aveva scarcerato il padre violento non ritenendo ci fossero i presupposti per la misura detentiva.
I genitori si sono difesi nel corso dell’interrogatorio. «La mia assistita ha chiarito tutte le circostanze. Stiamo valutando di impugnare la misura emessa dal gip di Catania», afferma a La Sicilia, l’avvocato Leda Puleo che difende la madre. Anche il padre, assistito dall’avvocato Adele Giunta, ha risposto alle domande del gip e ha «chiarito i vari aspetti alla presenza del pm». Anche la procura probabilmente impugnerà l’ordinanza reiterando al Riesame la richiesta di misura in carcere.