L'indagine
A Caltanissetta le operazioni corruttive vestite di legalità: ecco il sistema costruito dal braccio destro dell'onorevole Mancuso
Della mancia da 98mila euro concessa dalla Regione grazie al deputato di Forza Italia, solo 20mila sarebbero stati spesi per eventi. Gli altri sono stati spartiti, tra cui i 12mila euro di tangente al politico
«Una “corruzione classica”, ancorata ad un modello mercantile di compravendita del singolo atto pubblico ulteriormente sostanziatasi nel mercimonio della funzione pubblica largamente intesa». È quanto emerge dall’indagine su corruzione portata avanti dalla procura di Caltanissetta a carico del deputato di Forza Italia e componente della commissione antimafia Michele Mancuso, a cui il gip Santi Bologna ha disposto il sequestro di 12mila euro, pari alla mazzetta intascata per aver fatto dare dalla Regione all'associazione Gentemergente un contributo da 98mila euro per gli spettacoli in provincia di Caltanissetta.

Secondo l’informativa depositata dai pm nisseni (circa 300 pagine), il sistema era ben collaudato. Da una parte Mancuso con un maxiemendamento alla finanziaria ha fatto concedere la somma di 98mila euro ai nipoti di Lorenzo Tricoli, il consulente del lavoro suo braccio destro nelle dinamiche politiche, dall’altro avrebbe ricevuto la somma in contante e in tre tranche dal suo fedelissimo: la prima il 4 gennaio dello scorso anno, la seconda di 5mila euro il 16 gennaio e l'ultima a maggio dello stesso anno. In questo caso ad immortalare la scena le telecamere della Squadra Mobile di Caltanissetta e dello Sco di Roma.
L’associazione Gentemergente - secondo l'accusa - ha fatto transitare i soldi della corruzione sul conto societario di Lorenzo Tricoli. Secondo il gip, il professionista, con qualche vecchia grana giudiziaria alle spalle, per «vestire di legalità il proprio agire» avrebbe coinvolto i nipoti Ernesto e Manuela Trapanese e il marito di quest’ultima, Carlo Rizioli, nella corruzione al deputato che gli aveva fatto arrivare una "barcata" di soldi.
Secondo quanto ricostruito dalle indagini, dei 98mila euro incassati con le “mancette” regionali l’associazione avrebbe speso solo 20mila euro e la rimanente somma l’avrebbero divisa tra loro. Infatti il gip ha disposto il sequestro di 24mila euro a carico di Lorenzo Tricoli (pari al denaro che l’associazione gli ha versato sul conto corrente societario, anche se non ha svolto alcuna attività di consulenza fiscale), 8.500 euro sono stati sequestrati ad Eugenio Bonaffini, il quale per far tornare i conti all’associazione ed evitare di perdere i soldi stabiliti dalla Regione, ha emesso diverse fatture. Ad Ernesto Trapanese, lo showman di fama regionale, sono stati sequestrati 9.650 euro, mentre a suo cognato Carlo Rizioli 15.346 euro.
Per i pm nisseni pur di non perdere un solo quattrino dai soldi regionali, è stata anche certificata l'esecuzione di uno spettacolo - quello del 18 settembre del 2024 - nonostante non sia svolto per maltempo.