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la sentenza

Crediti ceduti e poca trasparenza, il tribunale di Palermo revoca un decreto ingiuntivo da 10 mila euro

La società di recupero non avrebbe dimostrato la titolarità del credito per mancanza di documenti

Redazione Palermo

17 Gennaio 2026, 16:48

Il tribunale di Palermo

Il tribunale di Palermo

Il Tribunale di Palermo ha annullato un decreto ingiuntivo di quasi 10mila euro nei confronti di due cittadini palermitani. La decisione colpisce una società di recupero crediti che non è stata in grado di dimostrare, con documentazione idonea, di essere l'effettiva titolare della somma richiesta.

La vicenda trae origine da un finanziamento risalente al 2008. La società di recupero sosteneva di aver acquisito il credito attraverso una "cessione in blocco", una pratica comune nel mercato dei crediti deteriorati dove i pacchetti di debiti passano ripetutamente di mano tra intermediari e istituti finanziari. Tuttavia, i legali della coppia, gli avvocati Alessandro Palmigiano e Luca Panzarella, hanno eccepito la mancanza di prove rigorose sulla titolarità del credito.

Il giudice ha accolto l'opposizione rilevando gravi lacune documentali, evidenziando come il contratto di cessione fosse privo degli allegati specifici contenenti l'elenco dei crediti effettivamente ceduti. Inoltre, gli ulteriori documenti prodotti risultavano di formazione unilaterale, privi di quegli elementi indispensabili a ricondurli con certezza al contratto originario, mentre la mera comunicazione al debitore è stata considerata di valore esclusivamente informativo, non costituendo prova della titolarità del credito.

Secondo il Tribunale, l'azione giudiziaria deve poggiare su documenti completi e autentici; in assenza di tali elementi, il decreto ingiuntivo deve essere revocato. «Questa sentenza è un forte segnale di tutela per imprese e cittadini», ha commentato l'avvocato Alessandro Palmigiano. «Ogni debitore ha diritto di sapere chi è davvero il proprio creditore e di vedere documenti chiari, completi e verificabili»