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La tragedia evitata

«Così abbiamo impedito che la madre strangolasse la figlioletta»

I carabinieri e il racconto del salvataggio della piccola di cinque mesi che domenica scorsa rischiava di essere uccisa dalla mamma ventenne

Laura Distefano

20 Gennaio 2026, 07:00

«Così abbiamo impedito che la madre strangolasse la figlioletta»

Una questione di pochi istanti. E avremmo potuto raccontare una tragedia. I due carabinieri del Nucleo Radiomobile sono ancora turbati dalla scena che domenica pomeriggio - mancavano dieci minuti alle 4 - si è parata davanti ai loro occhi nella casa di via Plaia, nel rione Angeli Custodi. Quando hanno sfondato la porta chiusa a chiave della camera da letto hanno trovato la giovane madre, appena ventenne, che con una mano tentava di strangolare la figlioletta e con l’altra premeva il cuscino sul viso. «Hanno immediatamente bloccato la donna - racconta Francesco Berloni, il comandante del nucleo - e vedendo la neonata cianotica hanno praticato il massaggio cardiaco. Quando la bimba ha cominciato a piangere è stato davvero un sollievo per i due militari». La ventenne, originaria del Bangladesh, è stata fermata e poi - come già raccontato ieri da La Sicilia - sottoposta a trattamento sanitario obbligatorio. La pm Tiziana Laudani, che ha in mano il fascicolo, valuterà nelle prossime ore se chiedere provvedimenti di natura cautelare nei confronti della madre, che comunque è stata denunciata dai carabinieri per tentato omicidio.

«Vivrò, morirò premendo il cuscino, morirò anch’io. State bene ragazzi». Questo messaggio, che preannunciava l’insano gesto, è arrivato nel cellulare della mamma della ventenne. Frasi che hanno allarmato soprattutto la sorella minore della giovane mamma che si era barricata nella stanza con la figlioletta. Infatti la ragazzina, quindicenne, non ci ha pensato un solo secondo a chiedere aiuto al 112 Nue. E così è stata inviata la gazzella che si trovava più vicino alla casa di via Plaia. I carabinieri sono saliti all’ultimo piano dello stabile e, indirizzati dalla sorella, hanno fatto “irruzione” nella camera da letto. Nel frattempo è arrivata l’ambulanza del 118 che ha preso la piccola e l’ha portata immediatamente al pronto soccorso pediatrico del San Marco di Librino, dove è tutt’ora ricoverata. Ma le sue condizioni sono buone. La bimba potrebbe essere affidata ai nonni, ma sarà una scelta della magistratura minorile che si sta occupando del caso per gli aspetti di tutela della neonata.

Sul fronte investigativo sono state svolte delle attività: i carabinieri della compagnia di Piazza Dante, infatti, hanno già sentito come persone informate dei fatti la sorellina-salvatrice e la mamma della ventenne sottoposta a Tso al fine di ricostruire la dinamica dei fatti che hanno preceduto il tentato strangolamento della piccola.