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Aeroporto di Palermo

Consiglio metropolitano, avanti tutta sulla privatizzazione della Gesap

Bocciato un emendamento al Dup dell’opposizione che cercava di stoppare la vendita delle quote. Maggioranza compatta

05 Febbraio 2026, 09:40

10:18

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Nessuno stop alla privatizzazione di Gesap: il consiglio metropolitano boccia un emendamento al Dup dell’opposizione che cercava di stoppare la vendita delle quote. Si va avanti, maggioranza compatta nella decisione di proseguire nel processo di vendita, nel giorno in cui è stato approvato il Documento unico di programmazione.

La proposta era stata sottoscritta dai consiglieri Fabio Giambrone (AVS) e Antonio Randazzo (M5S) che chiedevano di mantenere la partecipazione pubblica nella società di gestione dell’aeroporto. Un no secco alla dismissione, anche parziale, di quote, e alla cessione ai privati della gestione. Opposizione che non si arrende però. «Ribadisco la mia totale indisponibilità a ogni forma di privatizzazione», dice Giambrone che di Gesap è stato anche presidente in era orlandiana.

In aula ieri anche i vertici della società che hanno ribadito i risultati raggiunti. Nel 2025 l’aeroporto di Palermo ha registrato 9,2 milioni di passeggeri e una media di 151 viaggiatori per volo, numeri in netta crescita. «E allora perché privatizzare un polo d’eccellenza?», chiede Randazzo.

I consiglieri hanno dovuto incassare anche la bocciatura di un altro emendamento che prevedeva la quotazione in borsa delle azioni Gesap. La decisione del consiglio metropolitano arriva alla vigilia dell’assemblea dei soci che dovrà approvare il bando per la scelta dell’advisor, prima convocazione oggi ma è facile che si vada alla seconda domani. Assemblea a cui Lagalla parteciperà nella doppia veste di sindaco di Palermo e di sindaco metropolitano, enti soci di maggioranza della società aeroportuale. E proprio Lagalla, a margine della conferenza stampa sulla riapertura della base WizzAir, ha ribadito l’importanza della privatizzazione. «La Gesap è una delle aziende controllate dalla Città metropolitana e dal Comune, siamo consapevoli di quanto la gestione pubblicistica possa costituire un limite allo sviluppo ulteriore della dimensione aeroportuale. Sappiamo che nella maggior parte dei casi la gestione degli scali è affidata a cordate private. Noi intendiamo mantenere una presenza di controllo ma la cospicuità degli investimenti necessari per fare di uno scalo un grande aeroporto internazionale deve appartenere alla dimensione degli investitori privati, ovviamente con formule che possano offrire le necessarie certezze e le dovute garanzie». Lagalla ha parlato anche di tempi che «sono quelli delle gare e dell’assolvimento degli incarichi. È chiaro che non si parla di settimane o di pochissimi mesi, almeno un semestre».

Determinanti saranno le indicazioni dall’advisor. «In base alle cifre che fornirà, il Consiglio metropolitano dovrà verificare quante quote alienare o prendere decisioni diverse», ha spiegato. Il Comune, dal canto suo, conta sulla vendita delle quote visto che nel piano di riequilibrio finanziario pesa per 26 milioni di euro.