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l'indagine

Adesca una minorenne sui social: trentenne condannato a sei anni e mezzo di carcere per pedopornografia dal tribunale di Palermo

L'uomo si è fatto inviare immagini e foto dalla ragazza e poi l'ha ricattata

10 Febbraio 2026, 09:44

Adesca una minorenne sui social: trentenne condannato a sei anni e mezzo di carcere per pedopornografia dal tribunale di Palermo

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Il Tribunale di Palermo, Quinta sezione penale, ha condannato un uomo di 30 anni, originario di Foggia, alla pena di sei anni e sei mesi di reclusione per i reati di pedopornografia e tentata violenza privata. La sentenza mette fine a una vicenda giudiziaria iniziata nel 2018, a seguito della denuncia presentata dalla madre di una ragazza palermitana, vittima di un sofisticato sistema di adescamento online.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri della Sezione Cyber Investigation del Nucleo Investigativo di Palermo, l'uomo agiva sotto falsa identità. Utilizzando un profilo social fittizio e fingendosi minorenne, era riuscito a stabilire un contatto con la giovane, convincendola a fornirgli il proprio numero di cellulare. Una volta ottenuto il contatto diretto, il trentenne ha utilizzato un’utenza mobile estera per guadagnarsi la fiducia della minore, inducendola a inviargli materiale fotografico e video dal contenuto esplicito.

Ottenuti i filmati, l'atteggiamento dell'uomo è mutato in un tentativo di estorsione morale: ha infatti minacciato la vittima di divulgare le immagini ai suoi genitori se non avesse assecondato ulteriori richieste. Per nascondere le proprie tracce, il condannato aveva fatto ricorso a tecnologie digitali avanzate, utilizzando un numero di telefono Voip generato tramite applicazioni di rete che creano utenze virtuali solitamente difficili da localizzare.

Tuttavia, le competenze tecniche degli investigatori dell'Arma hanno permesso di superare le barriere informatiche e di identificare con certezza il responsabile. L'indagine sottolinea ancora una volta l'importanza della denuncia tempestiva da parte dei familiari e la capacità delle forze dell'ordine di risalire ai colpevoli anche dietro l'apparente anonimato garantito dagli strumenti web.