×

Il personaggio

Bohuslav Basile, ritratto del “signor no”: il ragioniere che tiene testa alla politica

Attraverso le diverse amministrazioni, ecco chi è l'uomo incaricato di tenere a galla le finanze del Comune di Palermo

15 Febbraio 2026, 11:53

Bohuslav Basile, ritratto del “signor no”: il ragioniere che tiene testa alla politica

Seguici su

Non è santo che suda, ma sicuramente, più che santità, una seria umanità traspare dai lineamenti di anti-antieroe gogoliano. Sudate sono piuttosto le carte, «del sottoscritto Bohuslav Basile nato a Palermo il 29.07.1968, residente a Palermo», dall’incipit della sua declaratoria in calce alla nomina a ragioniere generale del Comune da parte del sindaco Roberto Lagalla il 19 dicembre 2022. Un andirivieni denso di storie, la sua presenza alla scrivania di capo dei contabili. Da Orlando, che per dirne una lo silurò nel 2013 dopo un settennato negli uffici di via Roma preferendogli Carmela Agnello, salvo poi richiamarlo. In mezzo, il caso dei presunti falsi nei bilanci del Comune esploso nel 2021 e concluso senza feriti nel 2024 ma che mise in gravi ambasce l’amministrazione. Con Orlando non furono pochi i contrasti sulla gestione della situazione che poi portò al dissesto funzionale. Fino a Lagalla, che il piano di riequilibrio deve invece attuarlo. Non senza dialettica - e le occasioni di frizione “seria”, filtra da Palazzo delle Aquile, sono almeno un paio - con quel tecnico che dialoga con la politica con commi e numeri.

Forse a volte sudano freddo i destinatari delle sue note, tutte di sintassi di qualità. E non guarda in faccia nessuno, ma soltanto perché troppo impegnato a scrivere. Tanto e mai inutilmente, dalle grandi cose alle situazioni apparentemente bagatellari. Tipo i 1.500 euro dati dalla Srr a una ditta riconducibile a un assessore, oppure la cinquantina di migliaia di euro per affidamenti di promozione turistica. Lui dice: i soldi ci sono, fate pure. Ma non mi piace e non dovrebbe piacere a nessuno.

Basile si chiama Bohuslav (pure Paolo): nel nome, sapore di borsch, la minestra di tutto l’est Europa, il significato di «gloria di Dio» e molti cromosomi dalle parti di Boemia. Se a ciò si associa un cognome che ellenicamente sa di regalità, Basile, schivo come l’uomo di Praga Zdenek Zeman, forse cederebbe al sorriso, che evita sulla ribalta istituzionale.

Di uomini e di cavalli, di tributi e tasse, di partecipate e affidamenti diretti, insieme ai disallineamenti forse la sua bestia più nera. Allora, per esempio, Basile rende note le maggiori entrate tributarie, per poi dover tuonare, se può tuonare il fruscio della carta, sulle previsioni giù a rotta di collo sulle entrate delle contravvenzioni della Polizia municipale; o, ancora, sull’Imu non pagata dalla Città metropolitana.

E poi la «guerra dei tributi»: una delle trincee è il caso Invitalia, sul mancato pagamento della Tari e sul presunto arbitrario intervento da parte un dirigente. Basile usa le parole: «Grave illiceità». Ancora: le avvertenze prima sul Rendiconto e poi sull’avanzo di gestione, con le difficoltà poi scollinate a fatica dal consiglio comunale sulla scadenza dell’obbligazione giuridicamente vincolante per le nuove linee del tram. Random: su tre punti dell’immensa relazione dei revisori dei conti sugli obiettivi intermedi del piano di riequilibrio, Basile intinge la penna e «torna a segnalare la gravità di quanto rilevato dal Collegio dei Revisori». Su tutte, il rinvio alle calende greche del piano transattivo sui disallineamenti di Amat. Al panico per la sentenza del Tar che cassa il regolamento del Cup, Basile risponde facendo il “disegnino”: fate pagare la differenza invece di restituire tutto, dice. Delle ultime ore il miracolo letterario che accosta locuzioni «sussidi, aiuti di Stato» e «indennizzi agli ‘gnuri se frequentano corsi per il benessere animale’». L’assessore Ferrandelli non l’ha presa benissimo. Ma Basile dixit.