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Partinico

"Lavoratori sfruttati e stipendi irregolari": imprenditore arrestato

Un uomo di 62 anni è finito ai domiciliari. I Finanzieri del comando provinciale di Palermo hanno eseguito un'ordinanza del gip.

19 Febbraio 2026, 09:47

11:08

Guardia di Finanza

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I Finanzieri del comando provinciale di Palermo hanno eseguito un'ordinanza del gip che dispone gli arresti domiciliari nei confronti di un imprenditore di 62 anni accusato di sfruttamento del lavoro ed estorsione nei confronti dei propri dipendenti.

Oltre al datore di lavoro e rappresentante legale di una società di lavorazione e confezionamento di prodotti ortofrutticoli per la grande distribuzione di Partinico è indagato anche un suo stretto collaboratore.

Al centro delle indagini, coordinate dalla Procura di Palermo, un presunto sistema di abusi a danno dei dipendenti nella concessione di ferie e riposi settimanali oltreché in materia di retribuzione con il pagamento di stipendi difformi rispetto ai contratti collettivi nazionali, talvolta inferiori al 50%.

In molti casi, inoltre, contesta l'accusa, i lavoratori sarebbero stati costretti a prelevare in contanti parte del loro già esiguo stipendio per restituirlo al datore di lavoro. I lavoratori che versavano in stato di bisogno erano costretti ad accettare le inique condizioni di lavoro per garantire il sostentamento del nucleo familiare.

La Uil: "Rafforzare l'ispettorato del lavoro"

“Desidero esprimere, a nome della Uil Sicilia, un sentito plauso alla Guardia di Finanza di Partinico e alla Procura di Palermo per l’importante operazione che ha portato alla luce un gravissimo caso di sfruttamento dei lavoratori presso l’azienda Orto Sud di Borgetto”. Lo afferma la segretaria generale, Luisella Lionti, che aggiunge: “È inaccettabile he imprenditori con fatturati milionari costruiscano i propri profitti umiliando la dignità delle persone e privandole dei diritti fondamentali come un giusto salario e condizioni di lavoro dignitose. Siamo di fronte a una vera e propria forma di schiavitù moderna che va contrastata con fermezza proteggendo le vittime e punendo chi si rende responsabile di simili pratiche. Questo sindacato sarà sempre al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori che denunciano. Il caso - conclude la Lionti - dimostra inoltre quanto sia urgente rafforzare il ruolo dell’ispettorato del lavoro dotandolo di più risorse umane e strumenti per prevenire simili situazioni”.