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Cognomi pesanti, boss amanti del neomelodico e donne dei clan: ecco chi è tornato in libertà a Palermo e nel resto dell'isola

Non solo Catania. Negli ultimi tempi è soprattutto il capoluogo siciliano al centro di nuove dinamiche interne a Cosa Nostra a causa di numerose scarcerazioni

20 Febbraio 2026, 09:17

09:52

Palermo

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Due boss in prima fila durante un concerto neomelodico in una sala Bingo Snai di Palermo. Il testo della canzone di Anthony parla di due scarcerati. All'attento cronista Salvo Palazzolo non sfugge la presenza di Giuseppe Caserta e Claudio D'Amore, tornati in libertà dopo una condanna in appello per associazione mafiosa. Il giornalista de La Repubblica firma un pezzo e riceve l'ennesima minaccia, che puntualmente denuncia. Ma quei due nomi sono solo un pezzo di una lista più ampia di uomini d'onore e gregari di Cosa Nostra che dopo anni di carcere e 41bis sono tornati a casa. A Palermo. Per alcuni potrebbe essere una libertà provvisoria in attesa della sentenza definitiva, ma intanto l'elenco si appesantisce. L'allarme è alto, ultimamente anche LiveSicilia e a livello nazionale Il Fatto Quotidiano dedicano inchieste. Facendo nomi e cognomi.

E allora si parte dal mandamento di Brancaccio-Ciaculli, quello da cui provengono i due amanti del neomelodico D'Amore e Caserta. L'ultimo in libertà che merita una citazione è Pietro Tagliavia, il padre Francesco è un protagonista della stagione dell'attacco frontale allo Stato. Francesco è all'ergastolo per la strage di via D'Amelio e di via dei Georgofili a Firenze. Altri nomi di rilievo, a piede libero, dello fortino mafioso sono Nino Sacco, Antonino Lo Nigro, Johnny Lucchese e Francesco Paolo Clemente.

Un cognome pesante è quello di Calogero Lo Piccolo, il fratello Sandro e il figlio di Salvatore, entrambi all'ergastolo. Sarebbero gli eredi del mandamento di Tommaso Natale-San Lorenzo. A Porta Nuova è rientrato Giuseppe Di Giovanni. Si aggiunge all'elenco Giovanni Sirchia che era un che contava a Passo di Rigano.

Ultimamente è balzato agli onori della cronaca la scarcerazione di Maria Concetta Riina, figlia del capo dei capi (ormai scomparso) di Cosa Nostra Totò. Come misura alternativa è stata sottoposta all'obbligo di dimora dopo l'arresto a Firenze per estorsione aggravata. Ha quindi deciso di tornare a Corleone. Il fratello minore Salvatore (alle spalle una condanna per mafia) invece pare aver lasciato la Sicilia per la Spagna. Un'altra donna dei clan che ha da poco lasciato il carcere è Anna Patrizia Messina Denaro, sorella di Matteo. L'ultimo stragista è morto in carcere per un cancro, pochi mesi la storica cattura del Ros che ha posto fine a 30 anni di latitanza.

Allargando lo sguardo verso Caltanissetta, un nome della criminalità organizzata nissena che ha fatto parlare è quello di Carmelo Antonio Bontempo. Il boss è tornato in libertà per decorrenza dei termini di scarcerazione.

A Catania (come raccontato in un lungo approfondimento da La Sicilia)la lista è lunga. Da Roberto Vacante, nipote di Nitto a Iano Laudani 'u nicu, figlio del boss ucciso Santo.

A Siracusa c'è un clima rovente. La mafia sta tentando con la strategia del terrore di convincere i commercianti a versare la tangente nella bacinella dei clan. Esplosioni con ordigni artigianali hanno aperto vecchie ferite. Sono tornati in libertà nella bellissima perla del Sud-Est diversi uomini dei clan siracusani. Da citare i boss di Santa Panagia Giancarlo Cavarra, sarebbe stato il reggente, e Umberto Piantini.