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le indagini

Palermo, mazzette sulla gestione delle salme all'obitorio del "Cervello": misure cautelari per i titolari di quattro agenzie funebri

Le intercettazioni rivelano tangenti e complicità con i dipendenti ospedalieri per il controllo delle salme

23 Febbraio 2026, 12:22

ospedale Cervello Palermo

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Si allarga l'inchiesta sulla gestione illecita delle salme a Palermo. Lo scorso sabato la Polizia di Stato ha dato esecuzione a un’ordinanza del GIP che dispone l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per quattro referenti di imprese funebri locali. Gli indagati sono ritenuti gravemente indiziati di corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio.

L'operazione, condotta dalla sezione Anticorruzione della Squadra Mobile sotto il coordinamento della procura di Palermo, rappresenta il secondo capitolo di un’indagine iniziata nei primi mesi del 2024. Solo pochi giorni fa, infatti, l'inchiesta aveva portato agli arresti domiciliari di tre dipendenti dell’obitorio del "Cervello", accusati di far parte di un associazione a delinquere finalizzata alla corruzione.

Secondo quanto emerso dalle intercettazioni e dalle attività investigative svolte tra il Policlinico e il "Cervello", i titolari delle agenzie funebri avrebbero pagato i dipendenti ospedalieri per ottenere il controllo e la gestione delle salme dei deceduti. In un episodio specifico documentato dagli inquirenti, una tangente sarebbe stata versata per accelerare le pratiche di dimissione di un corpo: in quell'occasione, sarebbe stato un impiegato dell'obitorio a eseguire l'elettrocardiogramma necessario per l'accertamento del decesso, sostituendosi indebitamente al medico. Il provvedimento cautelare di oggi è giunto al termine degli interrogatori preventivi degli indagati.