×

L'iniziativa

La campagna #NoMaranza diventa un'associazione

Il promotore Natale Giunta: "Bisogna modificare la norma che addossa le responsabilità delle risse ai gestori"

05 Marzo 2026, 19:17

19:30

La campagna #NoMaranza diventa un'associazione

Seguici su

Switch to english version

Interrompere la scia di violenza nei locali e negli spazi della vita notturna: con questo proposito nasce l’associazione NoMaranza, invitando i ‘violenti’ a non frequentare i luoghi della movida. A presentare l’iniziativa, al Marina Convention Center, è lo chef Natale Giunta, affiancato dal legale Mario Bellavista e dalla giornalista Stefania Petyx, rispettivamente vicepresidente e segretaria dell’associazione.

Risse e pestaggi caratterizzano fin troppo spesso i weekend del capoluogo, interrompendo momenti di svago e procurando ripercussioni ai gestori dei locali. Da provocazione diffusa tramite i social, No Maranza diventa una realtà concreta che si pone l’obiettivo di mettere insieme gestori dei locali e istituzioni per frenare le violenze ingiustificate durante quelle che dovrebbero essere ore di svago per giovani.

“La dicitura #NoMaranza viene dal killer di Paolo Taormina, che di cognome si chiama Maranzano – spiega Giunta - noi non vogliamo altre vittime per la movida, si esce per divertirsi e non con la paura di essere ammazzati. Nei nostri locali facciamo entrare tutti, a prescindere dal look, purché siano educati: la nostra è una provocazione contro quello che oggi è uno status, ovvero portare la barba in un certo modo, la tuta e il marsupio. Il pericolo arriva quando un gruppo di persone, vestite tutte allo stesso modo, minacciano di fare casino se il buttafuori non li fa entrare nel locale”.

Superare gli ostacoli legislativi è un altro punto su cui spinge l’associazione. In particolare, si insiste sulla modifica dell'articolo 100 del Tulps (Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza), che prevede che i gestori dei locali siano direttamente responsabili di eventuali risse o danneggiamenti che si verificano nei pressi dell’attività: “Noi chiederemo e sosterremo chiunque chiederà in Parlamento la modifica di questa norma che è veramente datata – sottolinea Bellavista - prevediamo anche di proporre dei protocolli d'intesa con la Prefettura e il Comune affinché i gestori dei locali che sono virtuosi e che applicano alla lettera le regole possano usufruire e possano avere garantita una protezione, una tutela da parte della pubblica autorità senza rischiare di denunciare e poi essere chiusi”.

Nessuna discriminazione, dunque, verso le barbe lunghe e gli abiti indossati: su questo punto è intervenuta Stefania Petyx. “Non abbiamo nulla contro le barbe e chi si veste in quel modo, però i ristoratori sanno perfettamente chi entra per dar problemi e quelle persone non devono entrare: tutte le altre barbe, gentili, simpatiche e che vogliono divertirsi, sono le benvenute”.

Contestualmente è stata presentata la mostra fotografia Sì Maranza, ad opera del fotografo palermitano Alessio Falzone: ogni immagine racconta una movida diversa, sana, per dimostrare che la barba non va necessariamente associata ad uno scenario di violenza.