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la protesta

Crisi spettacolo, lavoratori in piazza a Palermo: "Contratti fermi e turnover bloccato", lunedì lo sciopero nazionale a Roma

Il presidio sindacale davanti alla Prefettura

12 Marzo 2026, 13:00

13:20

Crisi spettacolo, lavoratori in piazza a Palermo: "Contratti fermi e turnover bloccato", lunedì lo sciopero nazionale a Roma

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La Fondazione Orchestra Sinfonica e i lavoratori del Teatro Massimo si sono riuniti in presidio sindacale davanti alla Prefettura di Palermo. L'iniziativa rientra nella più ampia mobilitazione nazionale del mondo dello spettacolo, il cui culmine sarà lunedì 16 marzo a Roma presso il Ministero della Cultura.

Il mancato rinnovo del contratto collettivo nazionale, l'assenza di fondi stanziati da parte di enti locali e nazionali e l'esclusione del settore lirico-sinfonico dalle leggi sul turnover (che limitano le assunzioni al 75 per cento della spesa per il personale cessato) sono le motivazioni principali del presidio, indetto dai sindacati Cgil, Cisl, Uil e Cisal.

"Il rinnovo contrattuale è fermo e già scaduto nel 2024", spiega Matteo Giacosa, segretario Fials-Cisal. "Non siamo coinvolti nella stesura del nuovo codice dello spettacolo e il mancato turnover al 100 per cento ci porta a perdere personale ogni anno. Inoltre, il 25 per cento di avanzo economico deve essere restituito al Ministero e non può essere reinvestito. Il Ministero è sordo; lunedì saremo a Roma insieme alle altre fondazioni italiane. Abbiamo interloquito con il Prefetto di Palermo che, già in passato, si è mostrato sensibile alle nostre tematiche".

Il nodo principale della carenza di organico è la Legge Bonisoli, che impedisce di rinnovare i contratti a tempo determinato oltre i 36 mesi. Una criticità che colpisce molti lavoratori del Teatro Massimo: "Mi mancano circa 20 giorni al raggiungimento della soglia dei 36 mesi, ma il Teatro — sottolinea Daniela Filangeri, del corpo di ballo — ha già smesso di chiamarci. Pur avendo maturato diritti dopo dieci anni, rischiamo di non poter più lavorare. Al nostro posto vengono chiamate nuove persone, accantonando le graduatorie. Il conteggio parte dal luglio 2019 e ora temo di andare a casa prima del previsto".