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L'intervista

Totò Cascio scrive e torna sul set: «Il mio eterno Cinema Paradiso»

L'attore si racconta, tra un passato che non passa e un presente che lo vede protagonista di tour letterari e nuovi ciak

16 Marzo 2026, 10:36

10:40

Totò Cascio scrive e torna sul set: «Il mio eterno Cinema Paradiso»

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Sono trascorse 38 primavere dal 17 novembre 1988, giorno dell’uscita di “Nuovo Cinema Paradiso”, il film che due anni dopo vinse l’Oscar portando alla ribalta un ragazzino sconosciuto come protagonista. Oggi Totò Cascio, che di anni ne ha 46, è di nuovo sulla scena dopo aver scritto un libro, “La Gloria e la Prova, il mio Nuovo Cinema Paradiso 2.0” ristampato cinque volte vendendo oltre diecimila copie. Cascio è tornato sul set per varie produzioni, comincerà a scrivere un nuovo libro e da quattro anni continua a presentare la sua opera prima scritta insieme con Giorgio De Martino.

Un successo evidentissimo, non è vero?

«Clamoroso, direi. Per una settimana i teatri in tutto il Paese hanno registrato il pienone».

E il pubblico mai l’ha dimenticata.

«Un ragazzo mi ha mostrato il tatuaggio della locandina dove c’è la mia foto. Mi ha chiesto l’autografo per tatuarsi anche la firma. E sono ragazzi di altre generazioni rispetto alla mia».

E dopo 150 serate di presentazione, la corsa continua.

«Mi hanno invitato in Argentina, di recente. Ai ragazzi delle scuole prima faccio vedere il film, poi nasce il dibattito sul libro».

Cos’ha provato tornando sulla scena dopo anni di silenzio?

«Ho rafforzato la fiducia in me stesso. La retinite pigmentosa mi aveva tarpato le ali nei momenti più importanti dopo il successo del film. Ho vissuto nella paura, nel panico. Ma mi sono mostrato per quello che sono. Senza cadere nella retorica, senza autocommiserarmi e senza cercare facili celebrazioni. E per fortuna il pubblico ha risposto senza pietismi. Raccontare la mia patologia ha fatto diventare normalità la mia disabilità. Era quello che speravo accadesse».

Corti siciliani, lungometraggi. Totò è tornato. O forse non è andato mai via.

«Sono sul set per “Lupo 2 Codice Rosso”, in estate girerò un altro lavoro con un regista cileno facendo base nel Bresciano. A Bologna, la mia seconda città, ho interpretato un personaggio stravagante che ha paura del sole, per la regia di Andrea Recchia».

Bologna è una sua base, ma lei da Palermo non è mai voluto andare via.

«Tutto il contrario del personaggio che ho interpretato in “Nuovo Cinema Paradiso” e di questo vado fiero. Palermo è casa, amo la città, i miei amici che continuo a frequentare. Amo la buona cucina, il calcio e tanto altro della mia terra».

Ha mai chiesto a Tornatore perché scelse proprio lei?

«All’inizio mi aveva quasi scartato, ma gli altri ragazzini non andavano bene. Rimandò a scuola la troupe per scattarmi le foto senza occhiali. E quel giorno vennero solo per me, non per cercare altri. I scatti al secondo tentativo lo illuminarono».

Palazzo Adriano è casa sua. Ma lei, Totò, quando passa dalla piazza in cui è stato girato il film, anche a distanza di anni, che cosa prova?

«Avverto sempre quell’energia particolare che vivevo sul set. Inconsapevolmente qualcosa entra nell’anima. Ed è sempre un’emozione».