il caso
Palermo, i colpi di mitra alla sede di Sicily By Car: Dragotto, «Non temo nulla, mai ricevuto richieste». La solidarietà di Schifani
L'atto intimidatorio al deposito dell'azienda
Pochi giorni dopo il grave atto intimidatorio ai danni della Sicily By Car, il fondatore e patron dell'azienda di autonoleggio, Tommaso Dragotto, ha rotto il silenzio in una conferenza stampa convocata a Palermo. L'episodio, su cui indagano i Carabinieri, ha visto un commando di uomini incappucciati esplodere diversi colpi d'arma da fuoco contro le vetture parcheggiate nel deposito di via San Lorenzo.
Dragotto ha risposto con fermezza alle domande dei cronisti, escludendo categoricamente di aver ricevuto minacce o richieste di pizzo prima dell'attacco: «Io non temo nulla, assolutamente nulla. Non c'è mai stata, ve lo dico in siciliano, una "tuppuliata", un qualcosa che abbia potuto indicare chissà che cosa. In ogni caso, se ci fosse stato qualcosa, sarei stato già subito in Procura. Per vincermi bisogna solo uccidermi, ma io ho sempre detto che nessuno mi può sconfiggere.»
Tra gli applausi dei presenti, l'imprenditore ha poi smorzato la tensione con una battuta: «Solo Dio può fare quello che vuole, però io prego e gli dico almeno di metterci d'accordo sul chilometraggio».
Sull'episodio è intervenuto prontamente il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, che ha espresso la più ferma condanna per l'accaduto, ribadendo la vicinanza del governo regionale al tessuto produttivo dell'isola: «A Tommaso Dragotto e a tutti i suoi collaboratori va la mia piena solidarietà. La Sicilia non può e non deve piegarsi alla violenza e alle minacce: le istituzioni saranno sempre al fianco di chi opera nel rispetto della legalità e contribuisce allo sviluppo della nostra terra.»
Le indagini proseguono ora per identificare gli autori dei colpi e chiarire la matrice di un gesto che ha colpito una delle realtà imprenditoriali più note della Sicilia a livello internazionale.