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Raid sulle luci tra Zen e Tommaso Natale: rubati 600 metri di cavi. Al buio 24 lampioni a led, Scoma: «Vero danno economico»

I danni agli impianti e l'allarme di Amg Energia

31 Marzo 2026, 16:05

16:10

Raid sulle luci tra Zen e Tommaso Natale: rubati 600 metri di cavi. Al buio 24 lampioni a led, Scoma: «Vero danno economico»

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Nuovo raid vandalico ai danni degli impianti di illuminazione pubblica a Palermo. Questa volta i ladri hanno colpito al confine tra il quartiere Tommaso Natale e lo Zen, prendendo di mira via Fabio Besta e largo Giorgio Gabrielli. Il furto è stato scoperto nella serata di ieri dagli operatori di Amg Energia, intervenuti dopo una segnalazione al numero verde per un blackout nella zona.

I rilievi effettuati stamattina, alla presenza delle forze dell'ordine, hanno confermato la gravità del danno: sono stati asportati circa 600 metri di cavo. Gli impianti, che erano stati riqualificati di recente con tecnologia a LED, sono stati pesantemente compromessi: i malviventi hanno forzato i pozzetti d'ispezione e tagliato i fili in più punti, rendendo l'intera infrastruttura inutilizzabile.

A causa del furto, restano spenti 24 punti luce complessivi: nove in largo Giorgio Gabrielli e circa quindici in via Fabio Besta, nel tratto compreso tra il largo e la rotonda di via Lanza di Scalea. Resta invece regolarmente in funzione il primo tratto di via Besta, nei pressi dell'incrocio con via Tommaso Natale. Amg Energia ha già messo in sicurezza l'area e sta programmando l'intervento di ripristino.

Il presidente di Amg Energia, Francesco Scoma, ha espresso forte preoccupazione per il ripetersi di questi episodi, definendo la situazione un'autentica emergenza: «I furti sugli impianti di illuminazione sono ormai un fenomeno che non si arresta, che abbiamo più volte segnalato e su cui abbiamo chiesto maggiore attenzione. Determina un rilevante danno economico alla nostra società, anche perché interrompe e modifica la programmazione delle attività, e si traduce soprattutto in un forte disagio per i cittadini perché fa venir meno un servizio fondamentale».