il caso.
Ipnosi telefonica e truffa dei finti carabinieri a un anziano: la richiesta di 14 mila euro, il colpo sventato in banca a Palermo
La frode sventata grazie all’intervento dell'istituto di credito e dei familiari
Una sorta di “ipnosi telefonica” capace di spingere le vittime a effettuare bonifici anche da 14 mila euro. È questo il meccanismo alla base di un tentativo di truffa, poi sventato, ai danni di un anziano di 86 anni, che solo una volta giunto in una filiale del centro città, ha compreso di aver parlato con due truffatori spacciatisi per carabinieri.
La vicenda prende avvio con un messaggio ricevuto al mattino: una comunicazione apparentemente bancaria che segnalava un pagamento sospetto in fase di autorizzazione. L’invito era quello di contattare immediatamente un numero per bloccare l’operazione. Un sistema ormai noto, ma che continua a mietere vittime di tutte le età.
Dall’altra parte della cornetta, i truffatori si sono presentati con toni rassicuranti, riuscendo a trasmettere sicurezza all’interlocutore. In pochi minuti è iniziata la fase persuasiva: per evitare ulteriori movimenti fraudolenti, l’uomo avrebbe dovuto effettuare un bonifico di 14 mila euro verso un iban da loro indicato. Una richiesta sospetta, resa però credibile dalla pressione costante.
«Più volte gli è stato detto di non chiudere la chiamata e di non parlare con nessuno in casa» – racconta la figlia – «e di effettuare subito un primo pagamento mentre era ancora al telefono, cosa che però non è riuscito a fare in quel momento». Il primo tentativo è quindi fallito, poiché l’anziano non riusciva a completare l’operazione durante la chiamata.
A quel punto, i truffatori hanno cambiato strategia. «Non si preoccupi, esca di casa ed effettui il pagamento direttamente in banca», gli hanno detto. Le istruzioni erano dettagliate: recarsi presso la banca, andare allo sportello e disporre un bonifico da 14 mila euro indicando come causale l’acquisto di gioielli.
La pressione psicologica era tale che l’uomo, nonostante i dubbi, continuava a ripetere di dover eseguire il bonifico. Solo una volta arrivato in filiale, grazie anche all’intervento del personale e dei familiari, si è reso conto della truffa in corso, riuscendo così a evitare il peggio.