L'evento
Cgil, a Palermo l'assemblea contro le mafie nell'aula bunker. Landini: «Dal Governo scelte sbagliate»
All'Ucciardone il sindacato lancia la raccolta firme su sanità e appalti e chiede di non abbassare la guardia contro i clan silenti. Tra gli interventi quelli di Rosy Bindi, Giuseppe Tango (Anm) e Franco La Torre, figlio di Pio
La terza assemblea nazionale della Cgil «Contro mafie e corruzione» si è tenuta a Palermo, nella storica aula bunker del carcere Ucciardone, inaugurata quarant'anni fa per il maxiprocesso a Cosa Nostra. I lavori sono stati aperti dal segretario della Camera del Lavoro palermitana Mario Ridulfo e da Franco La Torre, il quale ha ricordato lo storico impegno del padre Pio attraverso la pionieristica relazione di minoranza della commissione antimafia, la mobilitazione di Comiso e la legge Rognoni-La Torre.
In collegamento remoto, il segretario generale della Cgil Maurizio Landini ha criticato aspramente le recenti scelte dell'esecutivo, affermando di essere «in presenza di una serie di provvedimenti sbagliati del governo, come l' abolizione dell'abuso d'ufficio» e altre misure legate al decreto sicurezza. Landini ha quindi annunciato un'ampia mobilitazione sui territori per raccogliere le firme a sostegno di due proposte di legge d'iniziativa popolare. L'obiettivo è duplice: tutelare la sanità pubblica come diritto universale e riformare il sistema degli appalti «cancellando la logica del subappalto a cascata», con l'intenzione di depositare le firme al Parlamento nel mese di settembre.

Il dibattito ha posto un forte accento sull'attualità del fenomeno mafioso e sulla necessità di un impegno politico costante. L'ex presidente della Commissione Antimafia, Rosy Bindi, ha ripercorso la genesi della relazione La Torre-Terranova, che cinquant'anni fa ebbe il merito di definire la mafia non come mero fenomeno sociologico, ma come espressione «delle classi dirigenti» e strettamente legata al potere politico. Bindi ha lanciato un monito contro la cosiddetta mafia silente, sottolineando come oggi vi sia «il rischio della sottovalutazione» e richiamando le istituzioni e i cittadini a una maggiore responsabilità condivisa.
Sulla stessa lunghezza d'onda il presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati, Giuseppe Tango, che ha celebrato la «geniale intuizione di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino» alla base del maxiprocesso, invitando però a non abbassare la guardia di fronte a una criminalità capace di adattarsi rapidamente ai nuovi scenari economici. Tango ha inoltre ringraziato la platea per l'impegno profuso nella campagna per il referendum sulla giustizia, che a Palermo ha registrato un netto successo del no.

Infine, Alessio Festi, responsabile legalità della Cgil nazionale, ha ribadito la netta contrarietà del sindacato a «qualsiasi manomissione della legislazione antimafia» vigente. Oltre a rilanciare l'importanza della campagna firme in corso, Festi ha tracciato un collegamento diretto tra la lotta ai clan e il contrasto alla precarietà lavorativa, affinché i giovani non siano più costretti a emigrare. Concludendo il suo intervento, ha chiesto con forza «verità e giustizia su omicidi politici importanti» come quelli di Reina, Mattarella e Dalla Chiesa, esortando la classe politica a riportare il sacrificio di queste figure al centro del dibattito del Paese.