il vulcano
Etna, lo spettacolo unico dei muri di ghiaccio alti fino a 5 metri. «Un'annata eccezionale, avremo neve fino a giugno inoltrato»
Vanno avanti da marzo i lavori per pulire la pista che porta alle zone sommitali sul versante Nord, oggi appare una striscia nera circondata da pareti bianche
Una striscia di terra che avanza tra due muri di neve in alcuni punti alti oltre i cinque metri. È lo spettacolo unico che regala in questi giorni l'Etna. Nonostante a valle le temperature siano ormai primaverili, le abbondanti nevicate dei mesi scorsi mantengono in quota un manto bianco ben solido che, secondo gli addetti ai lavori, si scioglierà completamente solo a estate inoltrata. Intanto a godersi l'esperienza sono soprattutto i turisti.

Sul versante Nord le ditte incaricate di ripulire la pista che da Piano Provenzana porta ai crateri sommitali sono ancora a lavoro. La pulizia della strada è iniziata la prima settimana di marzo e quasi due mesi non sono bastati ad arrivare in cima, a riprova dell'eccezionale innevamento di questa stagione invernale. Escavatore e pala meccanica in questi giorni sono arrivati a quota 2700 metri, la prossima settimana il lavoro dovrebbe essere ultimato fino a Piano delle Concazze. Sul versante Sud invece il lavoro è stato ultimato.
Il risultato, in particolare sul lato settentrionale, è che ai lati della pista la neve forma pareti alte fino a cinque metri, già a partire da quota 2400 metri circa. La base più importante l'ha messa il ciclone Harry: nelle 24 ore tra 19 e 20 gennaio si sono depositati oltre due metri di neve. Ma anche nei mesi successivi - febbraio e soprattutto marzo - si sono registrati numerosi eventi. Il risultato è che a maggio in quota si vive ancora una condizione prettamente invernale.

Nella seconda metà di aprile le temperature sono aumentate anche in cima. La stazione del Servizio informativo agrometeorologico regionale (Sias) posta a Piano Provenzana, a quota 1800 metri circa, ha toccato massime anche di 15 gradi, ma nelle ultime 48 ore l'ingresso di aria fredda ha decisamente fatto abbassare il termometro: massime non superiori a 5 gradi e minime sotto zero.
«È verosimile che fino a giugno inoltrato si troverà neve in cima - spiega Luigi Pasotti, del Sias - perché il passaggio dallo stato solido a quello liquido comporta un notevole assorbimento di calore. Dal 2015 non avevamo tanto innevamento sull'Etna, anche se non è inconsueto trovare in alcune zone, quelle meno esposte al sole, neve anche a luglio».
A godersi lo spettacolo in questi giorni sono i turisti accompagnati dalle guide vulcanologiche. «Rimangono scioccati, senza parole - racconta Dario Teri, rappresentante delle guide etnee - le immagini che circolano sono un richiamo in più in questa fase dell'anno. Sicuramente per gli ultimi anni è una novità, ma fino a vent'anni fa - conclude - era abbastanza comune a maggio avere queste condizioni in cima».
