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CATANIA

Via Santa Sofia, adesso si cambia. L'assessore: «Sì alla corsia per le ambulanze, ma vietato “toccare” il Brt»

Un piano per sbloccare il traffico che prevede anche una revisione della pista ciclabile, un nuovo varco nel parcheggio sottoutilizzato e una navetta per il Policlinico

03 Maggio 2026, 06:00

Via Santa Sofia, adesso si cambia. L'assessore: «Sì alla corsia per le ambulanze, ma vietato “toccare” il Brt»

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Forse mai come in questo momento sembra si sia davvero vicini alla attesa rivoluzione in via Santa Sofia, l’arteria (non certo la sola) che da sempre rappresenta una spina nel fianco della viabilità cittadina.

Una rivoluzione che Luca Sangiorgio, assessore a Mobilità e Urbanistica, ha così anticipato a La Sicilia: «Si tratta di un piano condiviso con il sindaco Enrico Trantino. Insieme con Amts (Azienda metropolitana trasporti e sosta), Policlinico e Università di Catania abbiamo effettuato già due riunioni operative e diversi sopralluoghi congiunti e si stanno valutando fattibilità e costi di realizzazione. Nel contempo è in atto la redazione di una bozza di progetto per la modifica della viabilità».

Coinvolto nella valutazione delle criticità e nella stesura di questa sorta di “new deal” è anche Paolo La Greca, professore universitario, predecessore di Sangiorgio nel ruolo di assessore, che oggi riveste il ruolo di esperto del sindaco sul delicato tema della pianificazione territoriale.

In cosa si traduce la “rivoluzione”? «È necessaria - ha detto subito Sangiorgio, senza mezzi termini e sancendone la priorità - la corsia riservata esclusivamente alle ambulanze, perché ritengo vergognosa la situazione per cui i mezzi di emergenza rischiano di restare bloccati nel traffico». Valutazione da fare sia in entrata al pronto soccorso del Policlinico “Rodolico” che in uscita, aggiungiamo noi.

«Il Brt 1? Non si tocca» – è stato lapidario l’assessore – «Poi si possono fare valutazioni sul posizionamento delle corsie protette, ma è e resta fondamentale». Così come sarebbe bene garantire l'integrità costante dei cordoli, oltre a prevedere attraversamenti pedonali in prossimità delle fermate (oggi chi scende o deve prendere il bus attraversa dove riesce, a proprio rischio e pericolo), ma anche il rispetto della corsia preferenziale, spesso rallentata dalle auto che per fare inversione approfittano dei varchi in prossimità delle strisce pedonali.

C'è poi la caldissima questione della pista ciclabile che congiunge la fermata metropolitana del quartiere di Cibali alla Cittadella universitaria e, nel suo tratto dalla circonvallazione in su, è ormai diventata “corsia preferenziale” per moto e scooter oltre a contribuire a creare un vero e proprio imbuto viario. «La pista ciclabile, così com'è allo stato attuale, non è funzionale» – ha confermato Luca Sangiorgio – «ma di certo non possiamo permetterci di perdere il finanziamento ottenuto (pari a circa 800mila euro). Dunque secondo un piano di più ampie vedute prevediamo che si possa sacrificarne un tratto per collegare via Santa Sofia con via Passo Gravina».

Infine, e la proposta non è certo nuova perché ne avevamo già scritto quando assessore e vicesindaco di Catania era il professore La Greca, oggi ritorna l'ipotesi «più che fattibile dell’apertura del varco dal parcheggio “Santa Sofia” di via San Zenone verso via Carrubbella, ideale per le auto da e per via Galermo e paesi etnei». La parte alta di via Santa Sofia, quella che lambisce la sede del dipartimento di Agraria, diventa infatti un altro imbuto in salita, specie per il Brt 1 (Bus rapid transit) e il parcheggio, gratuito, da 1.700 posti auto e da cui parte il Metroshuttle dell’Amts verso la fermata della metropolitana denominata “Milo”, non è ancora adeguatamente utilizzato (né curato, va detto). «Occorrerà – è la precisazione dell’assessore – garantire ai dipendenti del Policlinico la possibilità di parcheggiare e usufruire di una navetta ogni pochi minuti».