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Guardia di Finanza

Maxitruffa sulle auto di lusso a noleggio: chiesti 21 rinvii a giudizio a Palermo

L'organizzazione reimmatricolava e rivendeva illecitamente i veicoli falsificandone i documenti. Svelato un giro d'affari illecito da quasi un milione e mezzo di euro

05 Maggio 2026, 10:18

10:20

Maxitruffa sulle auto di lusso a noleggio: chiesti 21 rinvii a giudizio a Palermo

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I finanzieri del comando provinciale di Palermo hanno notificato la richiesta di rinvio a giudizio, con contestuale decreto di fissazione dell’udienza preliminare, a carico di 21 persone. Gli indagati sono chiamati a rispondere a vario titolo dei reati di falso in atto pubblico, autoriciclaggio e appropriazione indebita, per un valore complessivo stimato in 1.473.000 euro. Le articolate indagini, condotte dai militari della compagnia di Bagheria sotto il coordinamento della Procura del capoluogo siciliano, hanno permesso di svelare una vasta e complessa truffa perpetrata ai danni di numerose società di autonoleggio, arrivando a coinvolgere a loro insaputa anche oltre 80 automobilisti.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, a reggere le fila dell'organizzazione vi era una struttura imprenditoriale dedita al noleggio di autovetture di lusso. I mezzi venivano affittati presso società situate nei principali scali aeroportuali dell'isola e in altre grandi città italiane come Napoli, Roma e Torino. Una volta in possesso dei veicoli, il gruppo provvedeva a reimmatricolarli producendo atti di vendita falsi, redatti con la complicità di agenzie del settore. Le stesse auto venivano successivamente cedute a concessionarie gestite da terze persone, sempre avvalendosi di documentazione contraffatta allo scopo di renderne estremamente difficoltosa la tracciabilità. La truffa garantiva margini di guadagno elevatissimi: i profitti derivavano dalla differenza tra il costo del noleggio originale (del quale venivano pagate unicamente le prime rate) e il ricavo ottenuto con la successiva rivendita a prezzo di mercato.

Il principale artefice e responsabile della frode si trova già in stato di detenzione, essendo stato condannato con sentenza definitiva a 8 anni di reclusione il 17 novembre 2024. Le indagini successive hanno tuttavia consentito di mappare l'intera rete di complicità, portando all'interrogatorio e all'attuale richiesta di processo per le altre 20 figure coinvolte. Per l'esito positivo dell'inchiesta si sono rivelate fondamentali le intercettazioni telefoniche e ambientali, unitamente alla preziosa collaborazione fornita dalla polizia tedesca. L'intervento delle forze dell'ordine estere ha infatti permesso di recuperare in Germania uno dei mezzi illecitamente sottratti ai legittimi proprietari. In totale, il profitto accertato della truffa ammonta a oltre un milione e 400 mila euro, mentre il solo valore relativo alle contestazioni di autoriciclaggio è pari a 820.000 euro.