×

palermo

Zen, il diktat dei figli sui social blocca il mercato: scooter tra gli stand per celebrare il funerale del boss

L'ordine su Facebook e le intimidazioni ai commercianti: la denuncia del metodo mafioso

07 Maggio 2026, 16:37

16:41

Zen, il diktat dei figli sui social blocca il mercato: scooter tra gli stand per celebrare il funerale del boss

Una dimostrazione di forza in pieno stile criminale. Oggi in via Luigi Einaudi il mercato rionale dello Zen non ha aperto i battenti per un ordine impartito sui social dai figli di un esponente di rilievo del quartiere e ribadito sul campo da una squadriglia di giovani a bordo di scooter.

Tutto è iniziato con un messaggio pubblicato su Facebook da Veronica e Beppe Barone, figli di Carmelo Barone, 64enne deceduto nei giorni scorsi. «Giovedì mattina si terranno i funerali di nostro padre», recitava il post. «Ci scusiamo con le persone del mercato, ma essendo che nostro padre è molto amato e conosciuto, non si fa il mercato. Fatelo girare in modo che arrivi a tutti».

L'invito social si è trasformato in minaccia reale all'alba di oggi. Un gruppo di giovani a bordo di motorini ha pattugliato via Luigi Einaudi, avvicinandosi ai mercatari che stavano iniziando a scaricare la merce. Con fare intimidatorio, il gruppo ha imposto lo stop immediato: «Oggi non si monta». Di fronte alla pressione e al clima di tensione, gli ambulanti hanno desistito, lasciando l’area deserta.

A denunciare il caso erano stati il deputato regionale siciliano e leader di Controcorrente, Ismaele La Vardera, e i consiglieri comunali del gruppo Oso, Giulia Argiroffi e Ugo Forello. «Un’imposizione con metodo mafioso - avevano detto i tre - che si è poi configurata nell’effettivo divieto ai commercianti di montare il proprio gazebo per il mercato». Sull'accaduto è arrivata la condanna di Giuliano Forzinetti, assessore alle Attività produttive: «Esprimo la mia più ferma condanna per quanto accaduto oggi al mercatino rionale dello Zen, dove gli operatori economici sono stati costretti a non svolgere la propria attività, con gravissime ripercussioni economiche e sociali per decine di famiglie che vivono quotidianamente del proprio lavoro. A seguito delle segnalazioni emerse, mi sono recato personalmente sul posto per riscontrare direttamente quanto segnalato».

La figura di Carmelo Barone era nota alle cronache giudiziarie e alle forze dell'ordine. Imputato nel processo nato dall’operazione antimafia "Bivio", Barone era considerato un personaggio di peso nelle dinamiche dello Zen. Il suo curriculum contava precedenti per furti, rapine e porto abusivo di armi clandestine.

Nel 2020 era stato protagonista di un violento conflitto a fuoco proprio tra via Bianchini e via Einaudi, la stessa zona del mercato bloccato oggi, scontrandosi con i fratelli Letterio e Pietro Maranzano. Una sparatoria in pieno giorno che solo per un caso fortuito 

Nonostante i precedenti e il clima di intimidazione che ha preceduto le esequie, i funerali si sono svolti con una partecipazione massiccia. Il feretro è stato portato a spalla tra le vie del quartiere, tenuto alto sopra le teste dei presenti. La cerimonia è stata accompagnata da lancio di palloncini bianchi verso il cielo e lo sparo di fuochi d'artificio.