Palermo
Dal velodromo ai palazzi, il "tesoro" del Comune verso la gestione privata
Il progetto di partenariato esteso a dimore storiche, aree verdi, impianti sportivi. Ma va armonizzato con il Piano delle alienazioni, che in Consiglio intanto slitta
Un grande progetto di gestione in partnership con i privati che per ora fa a cazzotti con il Piano delle alienazioni e delle valorizzazioni all’esame del consiglio comunale. Dallo stadio delle Palme al velodromo, dal campo equestre della Favorita agli ex campi Malvagno e Castelnuovo, da scuole (due elementari, una materna, un nido) e asili (una dozzina) fino al blocco di 15 immobili di edilizia vincolata in via Quintino Sella e alle 26 unità lato monte e sponda mare di via Papa Sergio dell’ex Chimica Arenella. Ancora, le cinque unità immobiliari del mattatoio comunale, una dozzina di palazzi storici.
Primo cazzotto: l’ex Chimica Arenella dovrà essere esclusa perché già oggetto di un bando di riqualificazione. Un “portafoglio” comunale di enorme portata che - salvo buon fine - confluirà in un fondo di gestione patrimoniale guidato dalla società Prelios, che sotto l’egida azionaria di Pirelli Re aveva già condotto simile operazione con molte parti del “tesoro” regionale nel 2007. Prelios da una dozzina d’anni non fa più parte, precisano dalla sede milanese di Pirelli, di quell’universo societario.
E non è un’idea nuova: a marzo 2024 era arrivato al Comune il no di Invimit, società pubblica di investimenti che fa capo al Ministero dell’Economia. La nuova trattativa viaggia ora sulla formula del partenariato pubblico-privato: il Comune conferirebbe il capitale, cioè gli immobili, Prelios lo gestirebbe, con valori e aggi - fanno sapere dal Patrimonio - ancora da quantificare esattamente. Ulteriore precisazione: i beni nel fondo, molti dei quali indisponibili, non potranno essere alienati ma messi a “frutto”.
Ma c’è un ma, emerso ieri in consiglio comunale dopo aver lambito la commissione Urbanistica. Nodi spessi, enumerati dalla relazione di Giulia Argiroffi, in commissione per Oso, «il più clamoroso dei quali - ha detto - è l’ex Chimica Arenella», appunto. Dopo il plauso al neo capo area Luigi Galatioto - «ha fatto un lavoro capillare dopo quattro anni di immobilità nei quali queste contraddizioni sono state messe nero su bianco» - l’affondo, condiviso nella sostanza con una richiesta di rinvio dell’esame della proposta di delibera su alienazioni e valorizzazioni, da Antonio Rini, presidente per FdI della commissione, e dal suo capogruppo e presidente della commissione Bilancio, Giuseppe Milazzo. Il complesso edilizio, infatti, non può stare nel fondo; semmai pezzo del Piano alienazioni e valorizzazioni. Problema eguale e contrario per i magazzini comunali, che invece sono stati inseriti nel Piano proprio mentre Rap sceglie la trentina da trasformare in micro ccr, i chioschi, i locali da destinare a bagni pubblici con deposito bagagli «da mettere a bando - ribadisce Argiroffi - anche per la riqualificazione». Beni non in vetrina.
Il fondo, una preziosa caterva: oltre agli asset citati, tra gli altri vi figurerebbero 22 aree delle quali molte destinate a verde, l’ex complesso Onpi in piazzetta della Serenità a Partanna Mondello. Alla voce sport, le palestre dell’Ipsia “Ascione”, di atletica pesante in largo Partinico, gli impianti di Falsomiele e largo Gibilmanna, la pista di pattinaggio eccetera. I palazzi storici: ex conventi Santa Maria delle Grazie, San Francesco d’Assisi, Santa Chiara e Ss. Annunziata, i palazzi Cutò, Giallongo Fiumetorto, Cefalà, La Rosa, Baglio Scorzadenaro e altri pezzi di Erp nelle vie Filippone, Rua Formaggi, Alloro.