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Palermo

Amat senza direttore generale, il cda è spaccato: Lagalla chiamato a fare l’arbitro

Due componenti su tre fanno blocco contro la volontà del presidente Mistretta di applicare la norma statutaria per assumere il ruolo di dg e amministratore delegato

20 Maggio 2026, 07:00

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Amat, la rivolta dei dirigenti: caos sul contratto di servizio

Sarà il Comune, socio unico di Amat, a dire la parola fine sul conflitto ormai conclamato per la successione di Domenico Caminiti, ormai ex dg. A rigore, in ferie - ne ha tante, 170 giorni dal primo maggio - poi, dal primo dicembre in pensione. Il cda è, oggi, il direttore generale, avendo intanto avocato a sé tutte le funzioni. In Amat è un segreto per pochi distratti, che in cda si stia consumando una contrapposizione a tratti aspra, dopo la bufera relativa alle pretese di Caminiti, che avrebbe voluto monetizzare le ferie maturate in anni diversi da quello in corso.

Così, per tappare la falla e tornare a incrociare le armi, le due parti - da un lato il presidente Giuseppe Mistretta, dall’altro Alessandra Sinagra e Rosario Mingoia, che spingono per la nomina del dirigente Ferdinando Carollo - lunedì hanno partorito uno scarno comunicato che informa "il personale che qualsiasi atto precedentemente firmato dal direttore generale sarà, fino a nuova comunicazione, di competenza del cda". Di diverso avviso Mistretta, che ha invocato la norma statutaria che permetterebbe di accentrare in capo alla presidenza le funzioni di amministratore delegato e dg. Per dirimere la questione, è stato chiesto l’"arbitrato", cioè l’indirizzo politico, agli uffici del controllo analogo, che ha rinviato i contendenti a un confronto con il socio unico. Cioè il Comune, il sindaco. La convocazione avverrà verosimilmente subito dopo il voto amministrativo in alcuni Comuni della provincia.

Un incontro al sindaco e al controllo analogo, cioè all’assessore Brigida Alaimo, lo chiedono pure i sindacati (Filt-Cgil Fit-Cil, Uiltrasporti, Faisa-Cisal, Cobas, Ugl, Orsa) per "la cronica carenza di personale. La grave insufficienza di autisti sta generando una significativa riduzione della produzione chilometrica, con il rischio di compromettere la tenuta economica e finanziaria". Sulla "grave situazione prezzo di ritardi, disorganizzazione e mancanza di programmazione" la capogruppo M5s chiede a Lagalla di "riferire in Consiglio".