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Cronaca

Modica, il finto nipote e il pacco da ritirare: un'anziana e la figlia sventano la truffa

Una 42enne catanese è stata bloccata dai carabinieri

22 Maggio 2026, 12:06

12:10

Truffa anziani

Un nuovo tentativo di raggiro ai danni di persone anziane è stato sventato in città grazie alla prontezza dei familiari della vittima e al tempestivo intervento dei Carabinieri.

I militari della Stazione di Modica hanno deferito in stato di libertà all’Autorità giudiziaria una 42enne residente a Catania, gravemente indiziata del reato di tentata truffa aggravata in concorso.

Il copione, tristemente noto, è scattato all’ora di pranzo. Un’86enne modicana ha ricevuto una telefonata sul telefono fisso: un uomo, presentatosi come impiegato postale, ha cercato di ingannarla sostenendo di avere con sé il nipote dell’anziana. Poco dopo, i malviventi hanno passato la linea al “finto nipote”, che, con tono pressante, ha chiesto una somma di denaro asserendo che servisse con urgenza per ritirare un importante pacco bloccato all’ufficio postale.

In casa, però, era presente anche la figlia dell’ottantaseienne. Intuendo immediatamente il raggiro, è intervenuta nella conversazione, fingendo di assecondare le richieste per guadagnare tempo e, nel frattempo, ha contattato il 112 per lanciare l’allarme.

Mentre i Carabinieri si dirigevano verso l’abitazione, il presunto nipote ha avvisato che di lì a breve una sua amica si sarebbe presentata alla porta per ritirare il denaro. Il citofono ha infatti squillato e una donna si è presentata per la riscossione.

Il piano è però naufragato in pochi istanti: proprio mentre l’incaricata attendeva di salire, una pattuglia dell’Arma è arrivata sotto casa. Accortasi della presenza dei militari, la donna ha tentato di allontanarsi a piedi per le vie limitrofe, ma è stata subito fermata e identificata. La 42enne catanese è stata quindi denunciata all’Autorità giudiziaria iblea e dovrà rispondere di tentata truffa aggravata in concorso.

Le indagini proseguono serrate per individuare i complici rimasti al telefono. Come previsto dalla legge, la posizione dell’indagata sarà ora vagliata in sede giurisdizionale.