il caso
Palermo, notte di violenza all'ospedale Cervello: infermiera accerchiata al triage e colpita alla testa con l'asta di una flebo
L'aggressione al pronto soccorso
Ancora un gravissimo episodio di violenza ai danni del personale sanitario a Palermo. Una notte di violenza si è consumata all'interno del pronto soccorso dell'ospedale Cervello, dove un'infermiera in servizio è stata brutalmente aggredita, accerchiata e colpita alla testa con un'asta metallica utilizzata per le flebo da un gruppo di persone.
L'aggressione è scattata a causa di un giovane in stato di ebbrezza che, accompagnato da un amico, si è presentato all'ospedale mostrando fin da subito un atteggiamento ostile e aggressivo nei confronti del personale di turno. La situazione, già tesa, è definitivamente degenerata durante le fasi di accettazione del triage. In quegli stessi istanti, infatti, sono giunti al pronto soccorso sia alcuni conoscenti del giovane intossicato, sia un'ambulanza del 118 che trasportava d'urgenza un altro paziente in codice rosso.
Il sovrapporsi delle due emergenze ha creato momenti di confusione. Mentre i sanitari cercavano di gestire la massima priorità del codice rosso, il gruppo di amici del giovane ubriaco ha isolato e accerchiato l'infermiera. Dagli insulti e dalle esplicite minacce di morte si è passati nel giro di pochi istanti alla violenza fisica, culminata nel momento in cui la donna è stata centrata al capo con l'asta metallica.
A lanciare l'allarme sono stati i vigilanti privati in servizio nell'ospedale, che hanno richiesto il supporto urgente delle forze dell'ordine. Sul posto sono confluite le volanti della Polizia di Stato. Gli agenti hanno dovuto fronteggiare forti resistenze prima di riuscire a ristabilire la calma all'interno della struttura e ad avviare le procedure di identificazione dei presenti, i quali hanno continuato a inveire pesantemente contro i medici e gli infermieri anche davanti alle divise.
Sull'aggressione arriva la condanna dell'Ordine degli Infermieri di Palermo, con una nota del presidente Antonino Amato: "Siamo vicini alla collega vittima della vile aggressione, l'ennesima purtroppo ai danni di professionisti che operano ogni giorno per la salute pubblica. È un episodio gravissimo e inaccettabile che ferisce non solo la collega coinvolta, ma l'intera comunità infermieristica e sanitaria. Gli infermieri operano quotidianamente in condizioni di grande pressione, garantendo assistenza, cura e umanità ai cittadini".
"Nessuna criticità organizzativa - prosegue Amato - nessuna attesa o situazione di disagio può mai giustificare atti di violenza fisica o verbale contro chi lavora per salvare vite e assistere i pazienti. Rinnoviamo con forza l'appello alle istituzioni competenti affinché vengano adottate misure concrete ed efficaci per garantire la sicurezza degli operatori sanitari nei luoghi di cura, rafforzando i presidi di vigilanza, la prevenzione e l'applicazione rigorosa delle norme a tutela del personale".
Cisl FP esprime la propria solidarietà: "Esprimiamo la nostra solidarietà all'infermiera ferita al pronto soccorso dell'ospedale Cervello. Per l'ennesima volta il personale sanitario si è trovato nella condizione di dover gestire una situazione complessa, insieme al carico di lavoro estenuante che grava sui lavoratori ogni giorno, nei nosocomi della città. Si intervenga per potenziare la loro sicurezza, che deve essere la priorità". Ad affermarlo sono Federica Badami segretaria generale Cisl Palermo Trapani, Ferdinando Scimone segretario aziendale Cisl Fp Palermo Trapani e Michele D'Angelo dirigente provinciale Cisl Fp Palermo Trapani.
"Bisogna improntare dei piani per la sicurezza in tutte le strutture che adottino misure di controllo e prevenzione, come la videosorveglianza, la vigilanza attiva, potenziando anche la presenza costante di agenti di sicurezza, il personale non può essere lasciato solo davanti alle aggressioni verbali che, troppo spesso, diventano fisiche; sono la prima linea della sanità cittadina sulla quale ricade spesso la rabbia degli utenti".