le reazioni
Sparatoria in via La Lumia, politica e sindacati insorgono: "Palermo insicura, servono più controlli e stretta sulla movida"
La richiesta di più sicurezza, controlli sugli orari e misure per fermare la circolazione delle armi
Un coro unanime all'insegna della condanna del gesto e della richiesta di maggiore sicurezza: il mondo politico e quello sindacale si uniscono nella preoccupazione dopo il ferimento a colpi di pistola di una 22enne in via La Lumia. «Le zone rosse a Palermo sono un fallimento, come la gran parte delle politiche securitarie del centrodestra nazionale e regionale. Mancano i controlli capillari e forse sarebbe il caso di restringere le maglie troppo larghe del regolamento comunale sugli orari di chiusura dei locali pubblici. È arrivato il momento di dire basta alla violenza che imperversa a Palermo con strumenti idonei. Servono più centri di aggregazione che locali notturni», afferma Roberta Schillaci, vice capogruppo del Movimento Cinquestelle all’Assemblea regionale siciliana.
Strade anche del centro città che diventano sempre più luoghi di paura piuttosto che di incontro: per Nicola Glorioso, vicepresidente dell'ottava circoscrizione, «non è più rinviabile un rafforzamento concreto delle misure di sicurezza nelle aree della movida cittadina». A rilanciare il grido d'allarme sono anche i sindacati. «Da città dell’illegalità tollerata e diffusa a città violenta e insicura ormai il passo è breve. Lo denunciamo ormai da tempo, nel disinteresse del governo nazionale, che a Palermo arriva per le passerelle del 23 maggio e poi riparte, lasciando la città così com'è, con i kalashnikov che continuano a sparare e non si trovano. A due passi dal Politeama, si spara con le pistole, quelle vere, contro le persone. Il governo dia un segnale di reale attenzione», sottolinea il segretario generale Cgil Palermo Mario Ridulfo. Secondo Luisella Lionti e Ignazio Baudo, segretari rispettivamente di Uil Sicilia e Uil Palermo, ciò che più spaventa è la «preoccupante facilità di reperimento e circolazione di armi».
Le ormai frequenti risse, che sfociano puntualmente in fatti di sangue, destano forte preoccupazione e impongono una riflessione immediata su un chiaro sintomo di disagio sociale e, in alcuni casi, di vero e proprio degrado». L’ennesimo fatto di violenza, commenta Federica Badami della Cisl Palermo Trapani, «ci allarma. È ora di reagire con determinazione per ristabilire un clima sereno».