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La giovane morta in Portogallo

L'addio a Sofia Barillà nella sua piazza più amata: "A vent'anni aveva capito il senso pieno dell'esistenza"

Palermo abbraccia la studentessa scomparsa in Portogallo durante il soggiorno Erasmus. Le commosse parole del sacerdote: "Sono sicuro che Sofia, anche da lassù, continua a ballare e a cantare”

08 Giugno 2026, 18:35

18:40

Funerali Sofia Barillà

“Fa’ ciò che ti rende felice”. È una delle frasi che Sofia Barillà aveva annotato tra le pagine di un suo quaderno. Un pensiero semplice ma potente, risuonato tra le navate della chiesa di Santa Teresa alla Kalsa durante i funerali della ventenne.

La chiesa, gremita di amici, parenti e conoscenti, ha accolto l’ultimo saluto a una giovane che, con il suo entusiasmo e la sua energia contagiosa, ha lasciato un segno profondo nella vita di chi l’ha conosciuta. Tra i presenti nella chiesa anche il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla e il presidente della Regione Renato Schifani.

Durante l’omelia, don Giuseppe Di Giovanni, che aveva incontrato i genitori della ragazza il giorno precedente, ha tracciato il ritratto di Sofia, la giovane palermitana scomparsa il 31 maggio durante il suo periodo Erasmus a Caldas da Rainha, in Portogallo a causa di un’ischemia cardiaca.

“Sofia aveva soltanto vent’anni, ma ridurla alla sua età sarebbe ingiusto. Aveva compreso e vissuto ciò che conta davvero: il senso più autentico dell’esistenza, la sua pienezza e la sua essenzialità”.

Nel corso della celebrazione è emersa l’immagine di una ragazza capace di vivere ogni esperienza con intensità e passione. Amava viaggiare, dipingere, stare a contatto con la natura e costruire relazioni sincere. “Era un vulcano di idee, di iniziative e di energia positiva”, ha ricordato don Di Giovanni, sottolineando quanto la sua vitalità abbia lasciato un segno profondo nella comunità.

Un lungo e commosso ricordo ha ripercorso la sua breve ma intensa esistenza, facendo emergere l’energia inesauribile che amici e familiari avevano raccontato al parroco nei giorni precedenti. “Sono sicuro che Sofia, anche da lassù, continua a fare rumore, a ballare e a cantare”, ha detto rivolgendosi ai tanti giovani presenti in chiesa. Un invito a custodire e diffondere quella gentilezza, quella gioia di vivere e quell’amore per gli altri che la ventenne sapeva trasmettere a chiunque incontrasse. “Grazie Sofia, perché il tuo ricordo rimarrà impresso in tutti noi. Amen”, ha concluso il sacerdote.

Al termine dell’omelia, un lungo applauso ha attraversato la chiesa di piazza Kalsa, uno dei luoghi più amati dalla giovane. Tra lacrime, abbracci e commozione, amici e familiari le hanno rivolto l’ultimo saluto, accompagnandola con l’affetto che aveva saputo conquistare in ogni momento della sua breve quanto intensa vita.