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Dopo il rogo in via Ulisse

Da Tommaso Natale a Sferracavallo è caos legalità: «I ragazzi gridano “viva la mafia”»

Tensione nelle borgate della settima circoscrizione. Il consigliere Aiello: «Ora più controlli»

11 Giugno 2026, 10:28

10:35

Da Tommaso Natale a Sferracavallo è caos legalità: «I ragazzi gridano “viva la mafia”»

Le tracce dell'incendio in via Ulisse

«Qualcuno arriva persino a urlare ‘viva la mafia’, per poi sfrecciare con il solito motorino elettrico». Una frase che più di ogni altra descrive il clima che si respira da tempo in diverse borgate della VII circoscrizione, periodicamente schiacciate dalla violenza di pochi soggetti: a tracciare un simile quadro è il consigliere del M5s Simone Aiello. Il suo racconto fotografa una situazione che per residenti e commercianti viene ormai ritenuta insostenibile: paura, intimidazioni e senso di abbandono finiscono per favorire chi tenta di esercitare un controllo sul territorio. L'incendio all'ingresso della pizzeria Ulisse a Tommaso Natale, avvenuto nella notte tra lunedì e martedì, è solo l'ultimo di una lunga serie di episodi. Durante la seduta della commissione Antimafia a Sferracavallo, lo scorso 28 maggio, Aiello ha ribadito la necessità di un segnale concreto da parte delle istituzioni. «Già a novembre era stata avanzata la proposta di svolgere una seduta del consiglio comunale direttamente nel territorio colpito dalle violenze – spiega – ma la richiesta non è stata accolta. Dopo i gravi episodi avvenuti nella borgata abbiamo si è paventata l’idea di una seduta della giunta comunale a Sferracavallo o nelle zone limitrofe per manifestare vicinanza a cittadini e commercianti. A distanza di giorni, però, non è ancora arrivata una risposta». Le indagini proseguono e le forze dell'ordine sono al lavoro per individuare i responsabili, ma gli episodi intimidatori non si fermano. Cresce così il malcontento di residenti e commercianti, che si sentono vittime di una strategia di pressione e paura. «La sensazione diffusa - racconta Aiello - è che si stia concedendo troppo spazio e troppo tempo a chi continua a seminare intimidazione». Le quindici telecamere installate nelle ultime settimane rappresentano un passo avanti, «ma da sole non bastano». La richiesta che accomuna esercenti e cittadini è il rafforzamento dei controlli soprattutto nelle ore serali, quando si concentra gran parte degli episodi criminali. «C'è un continuo passaggio di volanti, ma servirebbero presidii fissi nelle aree più delicate», aggiunge. Uno dei punti più critici è piazza Beccadelli, che Aiello definisce il vero nodo nevralgico di Sferracavallo. «È diventata la casa degli abusivi che occupano gli spazi pubblici, mentre gruppi di giovani presidiano la zona intimidendo residenti e passanti. Fino a tre anni fa sparavano con pistole a pallini contro la gente. Oggi sono sempre gli stessi che sfrecciano con i motorini elettrici e, se qualcuno li rimprovera, scoppia una rissa». La sera la situazione peggiora ulteriormente. Posteggiatori abusivi, motorini che percorrono anche i marciapiedi della piazza, musica ad alto volume e gruppi di giovanissimi contribuiscono ad alimentare la percezione di un territorio lasciato a se stesso. Commercianti e residenti si sentono soli. La paura è evidente e spesso si traduce nel silenzio.

Un segnale, secondo Aiello, è arrivato anche durante la seduta della Commissione Antimafia: «La partecipazione degli esercenti è stata limitata, limitata ad una o due presenze ma gli altri dov’erano? La paura è lecita se lo Stato non risponde concretamente e presidia i punti nevralgici di queste zone: la percezione è che non ci sia concretezza». «Siamo costretti a mettere le ringhiere davanti alle abitazioni», raccontano alcuni residenti ad Aiello. Altri riferiscono episodi di esaltazione della cultura mafiosa. «Servono fatti concreti, non bastano più le parole», conclude Aiello.