×

Comune di Palermo

Cateno De Luca lancia la sfida per il sindaco: «Questa capitale merita molto di più»

Il leader di Sud chiama Nord illustra il progetto 2027. Mineo in prima fila in tandem con Munafò

02 Luglio 2026, 09:07

09:31

Cateno De Luca lancia la sfida per il sindaco «Questa capitale merita molto di più»

«Rispetto per Lagalla», «Noi non corriamo contro nessuno» e alla fine del riscaldamento al fioretto, nelle mascelle tese della franchezza, a una domanda sull’amministrazione Lagalla: «Palermo, capitale del Mediterraneo, merita molto di più». Antipasto della riflessione sulle alleanze, «che valuteremo alle nostre condizioni di strategia e progetto, a partire dal forte impegno per il decentramento amministrativo». Cateno De Luca scopre le carte nascondendo fanti, re e regine, ma ben sapendo che sono tutti lì, schierati in platea, mentre lui - leader di Sud chiama Nord e sindaco di Taormina - dalla tribuna della sala gialla dell’Ars incarna l’one man show della presentazione di Una marcia in più per Palermo, con vista sulle elezioni amministrative del 2027. De Luca precisa poi: «Alleanze? Non abbiamo bisogno di nessuno per prendere il 5 per cento». Qualcuno sussurra di vele spiegate verso la doppia cifra, ma il leader frena, per poi riaccelerare.

In prima fila - assieme a Natale Puma, suo fido sodale, e Totuccio Di Maggio, vicini all’ex numero uno di Sas Mauro Pantò - c’è Andrea Mineo, reduce della diaspora Dc dopo esperienze di altro, berlusconiano stampo. Gli sguardi puntati addosso, dopo che La Sicilia lo ha indicato giorni fa come più che probabile candidato sindaco benedetto da Cateno De Luca e dallo stesso Pantò, amico politico solido. Fuori discussione, anche se fuori esplicitamente anche dal discorso di De Luca, il ticket di Mineo con Stefania Munafò, ex consigliera di Diventerà Bellissima e altra figura destinata a emergere nel giro di conferenze che De Luca ha annunciato. A margine dei suoi dieci comandamenti per la città, simili solo in apparenza a una guida stile “Palermo for dummies” - «Io Palermo non la conosco - ma la conoscerò e intanto mi affido a chi la conosce bene» - De Luca lancia anche un ultimatum: «Questo non è un taxi sul quale salire se le cose si mettono bene». Il messaggio è rivolto «a consiglieri comunali, ma pure assessori e parti dell’attuale amministrazione che pensano che le cose non siano andate esattamente come si aspettavano». L’ultimatum scadrà irrevocabilmente il 30 settembre.

Prima, una lunga teoria di conferenze stampa: tra luglio, agosto e il lungo rush di settembre (2, 9, 16, 23, 30) con «svelamento dell’identikit per San Francesco», cioè il 4 ottobre. «Forse Sant’Andrea è troppo lontano, cade il 30 novembre», lo scherzo del cronista con Mineo, che non si schermisce. Evidente, dall’esterno, il tandem con l’altro nome forte della squadra, Stefania Munafò: «Sia io sia lei - si limita a dire Mineo - non abbiamo esitato a uscire dalla comfort zone della maggioranza e il nostro progetto non è contro qualcuno, ma per la città. Le cose buone per la città non hanno colore». E a De Luca, che ha riposto piccato a chi gli chiedeva della presunta “caccia grossa” nei ranghi della vecchia Nuova Dc, Mineo dà man forte: «Non ci interessano le esperienze di ciascuno, ma dove andiamo insieme. Quello di De Luca è un modello vincente».

Tornando al Cateno-pensiero, il leader ha illustrato la Palermo che ci vuole in dieci punti: forti, fortissimi quelli relativi al decentramento, alla trasformazione delle circoscrizioni in municipalità e a Palermo “capitale della Sicilia e del Mediterraneo, meritevole di alzare il mirino su target di prestigio e del supporto economico necessario”.

CHI C'ERA. Tanta vecchia Dc ma pure un filo di interconfessionalità: la risposta di De Luca ai tam tam di campagna acquisti di ex cuffariani. Tra i presenti Sandro Oliveri, già parlamentare di fede evangelica. E Tony Rizzotto, già all’Ars con la Lega, Franco Mineo, ex deputato Ars forzista e padre di Andrea. Si sono visti pure l’attore Tony Sperandeo e l’ex presidente Gesap Stefano Mangano.