Il caso
Bonus da 211mila euro ai manager del Garibaldi, scoppia la polemica: «Due pesi e due misure, esposto in procura»
La Cgil scrive alla magistratura contabile, mentre i deputati Ars Nello Di Pasquale (Pd) e Lidia Adorno (M5s) chiedono verifiche al governo regionale
Uno dei destinatari della lettera fa tremare i polsi più degli altri: la procura regionale per la Sicilia della Corte dei Conti. Il caso dei bonus produttività assegnati all'ex direttore sanitario Giuseppe Giammanco e all'ex direttore amministrativo Giovanni Annino dell'Arnas Garibaldi di Catania ha sollevato un polverone di polemiche che sembra destinato ad allargarsi, più che a ridursi. La prima a intervenire è la Cgil che, con una nota firmata direttamente dal segretario generale regionale Alfio Mannino e dal responsabile Sanità Renato Costa, fa rilevare il presunto «nonsense» di assegnare dei premi per il raggiungimento degli obiettivi se, ed è questo il nocciolo della questione, che quegli obiettivi siano stati raggiunti non è ancora stato certificato dall'assessorato alla Salute della Regione Siciliana.
Mannino e Costa, però, fanno più che una nota stampa. Con una lettera indirizzata al presidente Renato Schifani, all'assessore alla Salute Marcello Caruso, alla dirigente del dipartimento della Pianificazione strategica e, per conoscenza, alla magistratura contabile, chiedono verifiche «sulla corresponsione delle quote integrative ai direttori amministrativi e sanitari delle aziende del Servizio sanitario regionale in assenza della certificazione regionale del raggiungimento degli obiettivi». «L'eventuale riconoscimento di incentivi economici (per il Garibaldi, quantificati complessivamente in 211mila euro, ndr) - si legge - in assenza di una preventiva certificazione regionale rischierebbe di determinare un evidente vulnus ai principi di buon andamento, imparzialità e responsabilità nell'utilizzo delle risorse pubbliche». Tra le richieste avanzate c'è che «venga effettuata una verifica su tutte le aziende del Servizio sanitario regionale, al fine di accertare l'eventuale esistenza di analoghe situazioni».
Sempre dal fronte sindacale, intervengono anche la Cgil e la Fp Cgil di Catania. «Centinaia di lavoratrici e lavoratori dello stesso ospedale - sottolineano - attendono ancora il pagamento della produttività, inizialmente annunciato per il mese di luglio e che, secondo le informazioni disponibili, rischierebbe di essere rinviato ad agosto. Una disparità inaccettabile, soprattutto perché riguarda lavoratrici e lavoratori che ogni giorno garantiscono il funzionamento dei servizi sanitari, affrontando emergenze continue, carichi di lavoro sempre più pesanti, gravi carenze di personale, difficoltà nella fruizione delle ferie e un preoccupante aumento delle aggressioni fisiche e verbali».
La storia è approdata in pochissimo tempo anche sui banchi dell'Assemblea regionale siciliana. «Chiederò al governo di riferire in aula sui criteri adottati e una attività ispettiva specifica a tutto tondo e non limitata al caso di Catania per accertare procedure e regolarità», afferma il deputato del Partito democratico Nello Di Pasquale. «I manager - aggiunge - vanno premiati quando raggiungono risultati concreti e verificabili, non mentre i siciliani continuano a subire i disservizi di una sanità in evidente sofferenza».
«I cittadini meritano chiarezza», attacca anche il Partito democratico provinciale del capoluogo etneo, annunciando «un esposto alle autorità competenti affinché venga verificata la correttezza delle procedure adottate e la piena conformità degli atti alla normativa vigente». «Non è una battaglia contro le persone - sottolinea il segretario provinciale Giuseppe Pappalardo - ma per la trasparenza e la credibilità delle istituzioni sanitarie. Chiediamo che si faccia piena luce su questa vicenda e che la politica regionale assuma finalmente le proprie responsabilità nel garantire regole certe e uguali per tutti», conclude.
«I cittadini non contestano il principio del merito, le persone in causa e le loro professionalità, contestano l'assenza di una chiara corrispondenza tra i premi assegnati e i risultati effettivamente conseguiti. La premialità deve essere fondata su risultati concreti, misurabili, verificabili, certificati e soprattutto sulle reali condizioni del sistema sanitario percepito dai cittadini», dice invece la deputata Ars del Movimento 5 stelle Lidia Adorno.
«Chiederò al governo Schifani di fare piena luce su questa vicenda e di avviare una revisione del sistema di valutazione dei manager della sanità siciliana che non può basarsi esclusivamente su parametri amministrativi o contabili, ma deve misurare la capacità di migliorare concretamente la qualità dei servizi», afferma ancora l'esponente pentastellata. «La credibilità delle istituzioni - conclude Adorno - passa anche dalla capacità di dimostrare che ogni premio corrisponde a risultati realmente raggiunti e percepibili dai cittadini. È una domanda di trasparenza che la politica non può ignorare».

