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Palermo

L'inchiesta sull'imprenditore antimafia Giuseppe Piraino, dissequestrati 287mila euro sul conto della moglie

Il procedimento riguarda una serie di interventi edilizi ammessi al cosiddetto bonus facciate

17 Luglio 2026, 19:12

19:21

"Dimostrerò la mia innocenza, con quei crediti non ho fatto la bella vita...": Piraino si difende dopo il sequestro

Giuseppe Piraino

Il gip di Palermo Ivana Vassallo ha annullato il sequestro sui conti di Simona Modica, moglie dell'imprenditore Giuseppe Piraino, disponendo la restituzione della somma di 287 mila euro.

La donna, difesa dall'avvocato Valentina Castellucci, ha dimostrato la tracciabilità dei movimenti bancari e la provenienza lecita delle somme sui propri conti.

La vicenda del nuovo sequestro, avvenuto lo scorso 17 giugno, era stato eseguito nell'ambito dell'indagine sull'imprenditore edile antimafia Giuseppe Piraino e sulla società Mosina Costruzioni, difeso nei procedimenti dagli avvocati Luigi Miceli e Vincenzo Pillitteri.

L'inchiesta riguarda una serie di interventi edilizi ammessi al cosiddetto bonus facciate e la difesa dell'imprenditore ha sempre contestato la ricostruzione accusatoria, sostenendo che la maggior parte delle commesse fosse stata effettivamente realizzata e che le criticità emerse fossero riconducibili al blocco dei crediti fiscali e alle continue modifiche della normativa sui bonus edilizi.

«Questa ordinanza - dice l'avvocato Castellucci - ristabilisce un principio essenziale dello Stato di diritto affermando che il patrimonio del coniuge non può essere aggredito per la sola esistenza di un rapporto familiare o sulla base di inferenze astratte e generalizzate. Per estendere un sequestro ai beni di un soggetto terzo occorrono un autonomo titolo giudiziario e la prova concreta che l'intestazione sia fittizia e che le somme siano effettivamente nella disponibilità dell'indagato. Nel caso della signora Modica mancavano entrambi i presupposti