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I roghi

Ciminna, lo sfogo del sindaco dopo gli incendi: «Scarso aiuti, chiediamo lo stato di emergenza»

«Pochi i mezzi inviati. Inasprire norme contro barbari che appiccano il fuoco», ha detto sui social il primo cittadino del Comune nel palermitano, Vito Filippo Barone: un giovane è gravissime condizioni per le ustioni

30 Agosto 2026, 16:11

18:17

Ciminna, lo sfogo del sindaco dopo gli incendi: «Scarso aiuti, chiediamo lo stato di emergenza»

«Ieri è stata una giornata drammatica, una delle giornate più buie e dolorose della nostra millenaria storia. Il fuoco ha avvolto tutta la nostra cittadina in più punti. Stava per invadere le case e siamo stati costretti allo sgombero di tanti nostri compaesani. Viviamo un momento di trepidante attesa per il giovane che si trova in rianimazione. Una mano barbara e irresponsabile ha appiccato il fuoco, più di 600 ettari bruciati. Io spero che i nostri legislatori facciano norme sempre più stringenti». Lo ha detto il sindaco di Ciminna Vito Filippo Barone, annunciando che «stiamo proponendo la richiesta di stato di emergenza e di calamità alle autorità regionali».

Il sindaco ha aggiunto che «la presenza delle istituzioni è stata veramente scarsa. Pochi mezzi messi a disposizione. Un volo soltanto di canadair e di elicotteri, nonostante i ripetuti appelli nei confronti di tutti i settori responsabili». Una cosa che «lascia l’amaro in bocca, una sconfitta per lo Stato e per tutti noi».


L’arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice, stasera alle 18 celebrerà la messa nella Chiesa Madre del paese, per stringersi intorno alla comunità colpita dagli incendi. «Egregio signor sindaco, Le manifesto la vicinanza dell’intera Arcidiocesi di Palermo in questo momento di grave prova e di profonda trepidazione per la Città e la popolazione di Ciminna. Assicuro la mia preghiera per quanti vivono le tremende conseguenze di questo inclemente incendio e in particolare per Salvatore e la sua famiglia. Invoco una copiosa benedizione sull'intera città», è il messaggio inviato stamane da Lorefice.