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Relazione del ragioniere generale, partecipate in affanno. Amella: «Quadro allarmante, gestione fallimentare dell'amministrazione»

La consigliera pentastellata dopo i rilievi sollevati ad Amat e Reset

05 Settembre 2026, 10:26

10:30

Relazione del ragioniere generale, partecipate in affanno. Amella: «Quadro allarmante, gestione fallimentare dell'amministrazione»

Le perdite di bilancio e le criticità economico-finanziarie emerse nell'ultima relazione del Ragioniere Generale riaccendono lo scontro politico sulle società partecipate del Comune di Palermo. A finire nel mirino sono in particolare i conti e la gestione di Amat e Reset, finiti al centro delle contestazioni delle opposizioni che denunciano ritardi e carenze nei servizi offerti alla città.

«Il quadro che emerge dalla relazione del Ragioniere Generale sullo stato delle società Partecipate è decisamente preoccupante», dice Concetta Amella, capogruppo del Movimento 5 Stelle al Comune di Palermo e componente della Commissione Aziende Partecipate. L'esponente pentastellata evidenzia le forti criticità emerse dal documento contabile, puntando il dito contro la gestione del capoluogo: «Fra aziende che non hanno presentato nemmeno le relazioni richieste dagli uffici del Controllo Analogo ed altre con comprovati elementi di criticità economico-finanziaria, la maggioranza del sindaco Roberto Lagalla, invece di preoccuparsi dello stato in cui versano i servizi resi alla cittadinanza, pensa solo alla nuova infornata di nomine».

Per la consigliera M5S serve un immediato cambio di rotta nella governance delle società comunali. «Le aziende del Comune di Palermo non sono meri poltronifici da riempire con profili graditi alla politica — continua Amella — bensì vanno dotate di persone competenti ed attente all'equilibrio di bilancio. Un auspicio condiviso dallo stesso Ragioniere Generale, il quale ha invitato l'Amministrazione Comunale a prendere formalmente atto della rilevanza dei rischi. Una circostanza che fa emergere l'approssimazione gestionale delle falangi del Comune di Palermo».

Entrando nel merito dei conti delle singole società, l'analisi del capogruppo si concentra in particolare su due realtà chiave del panorama delle partecipate: «Particolarmente preoccupanti sono le situazioni di Amat e Reset — dice Amella — la prima, nel II trimestre del 2026, presenta una perdita con margini di contribuzione negativi. Ciò al netto della mancata approvazione non solo del nuovo piano industriale ma anche e soprattutto dell'aggiornamento del contratto di servizio». Su questo aspetto, la componente della Commissione Partecipate rimarca i ritardi accumulati dagli uffici: «Una vicenda, quest'ultima, che grida vendetta visto che il Comune di Palermo avrebbe dovuto provvedere addirittura il 30 marzo 2024. E invece ha proceduto, qualche mese fa, all'ennesimo rinvio al 31 dicembre 2026. Più di due anni e mezzo di ritardo». Gravi criticità vengono sollevate anche sull'altra partecipata: «C'è poi il tema legato a Reset. Società che, nonostante tutti gli aiuti ricevuti dal Comune, ha chiuso il bilancio 2025 con una perdita di quasi 800mila euro».

La denuncia si conclude con un affondo politico diretto alla giunta e al primo cittadino: «Un quadro drammatico che certifica ancora una volta il fallimento dell'amministrazione Lagalla: ritardi, assenza di programmazione, criticità finanziarie e servizi scadenti che continuano ad essere messi in secondo piano rispetto agli equilibri politici. Palermo merita un'amministrazione capace di governare, risanare e garantire risultati concreti; quella guidata dal sindaco Lagalla, alla prova dei fatti, si è dimostrata inadeguata e fallimentare. Non stupisce dunque che venga messo in discussione il suo secondo mandato come sindaco perfino dai suoi diretti alleati».