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Morti alla cronoscalata di Erice

"Karol era appassionato di motori, Giuseppe era lì per stare con gli amici", Belmonte Mezzagno piange i suoi ragazzi

Karol Greco, 20 anni, amava le corse. Giuseppe Bisconti, diciottenne, voleva solo passare una giornata all’aperto in compagnia. La comunità del paese: "Siamo senza parole"

08 Settembre 2026, 10:52

11:02

"Karol era appassionato di motori, Giuseppe era lì per stare con gli amici", Belmonte Mezzagno piange i suoi ragazzi

Centoquindici chilometri per inseguire una passione, pochi attimi per vederla trasformarsi in tragedia. Da Belmonte Mezzagno a Erice, Karol Greco, 20 anni, e Giuseppe Bisconti, 18, avevano affrontato il viaggio per assistere alla cronoscalata Monte Erice. Una domenica di sport e di adrenalina che si è trasformata in una giornata di dolore per due famiglie e per un’intera comunità.

I due giovani erano tra gli spettatori della 68esima edizione della gara che si svolge lungo la strada regionale Valderice-Erice. Avevano raggiunto la pista per condividere quella che per Giuseppe Bisconti doveva essere soltanto una gita fuori porta: «Giuseppe non era un appassionato di motori. Quella di Erice era un’occasione per trascorrere una giornata fuori: quella mattina suo padre, come fosse una premonizione gli ha detto: “Tieniti lontano dalle curve dove le macchine possono avere difficoltà”, poi alle 14 gli è arrivata la notizia della tragedia», racconta Peppe Ciancimino, collega di papà Ludovico. Il diciottenne si era appena diplomato e stava cominciando a muovere i primi passi nel mondo del lavoro: ogni tanto aiutava papà Ludovico in un’azienda di apicoltura, dove lavora, ed era il più grande di tre fratelli. Amava gli animali e da pochissimo aveva trovato lavoro in un’azienda di pulizie. Poi la scelta di assistere alla gara: in pochi istanti tutto è cambiato. Il dramma si è consumato domenica pomeriggio intorno alle 11,30. La Peugeot 308 TCR numero 54, condotta da un pilota adesso iscritto nel registro degli indagati, è uscita fuori strada finendo per travolgere i due giovani.

La Procura ha aperto un’inchiesta per ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente e accertare eventuali responsabilità. A Belmonte Mezzagno il dolore è quello di una comunità che si è ritrovata improvvisamente privata di due ragazzi giovanissimi.

Karol Greco, invece, aveva fatto dei motori una parte importante della propria quotidianità. Sui suoi profili social raccontava spesso questa passione, condividendo momenti legati al mondo delle automobili e delle competizioni. "Prima gara tuning, 4° posto" aveva scritto lo scorso 2 agosto: «Karol stava cominciando un corso professionale per diventare elettricista – racconta Dario Scaffidi, amico di entrambe le famiglie – sia Giuseppe che Karol erano due ragazzi squisiti e molto educati». Accanto alla passione per i motori c’era anche il powerlifting, disciplina basata sul sollevamento del massimo peso possibile in tre esercizi: squat, panca piana e stacco da terra. Anche in questo caso, il giovane raccontava sui social i propri progressi e i risultati raggiunti. «Addio mio dolce angelo. Una parte di me ieri si è spenta con te. Sarai per sempre con me fratellino mio», scrive sui social Rosario Greco, un parente. «La tragedia lascia tutti senza parole e con il cuore spezzato, ci lascia smarriti», il pensiero dei consiglieri comunali Federica Salerno e Salvatore Italiano. Ed è la famiglia stessa ad affidarsi ai social, «grazie per l'affetto ricevuto in un momento così tragico», scrivono.