palermo
Dallo stop per il caldo da bollino rosso al nodo didattica a distanza: cosa dice la direttiva di Lagalla sulla scuola
La decisione del sindaco sulle chiusure in caso di allerta per temperature troppo alte
In caso di “bollino rosso” per il caldo, le scuole rimarranno temporaneamente chiuse. Così recita la direttiva emanata dal sindaco Roberto Lagalla e trasmessa ai vertici dell’istruzione cittadina e metropolitana, oltre che all’Ufficio scolastico regionale. La questione delle alte temperature tiene banco da settimane, parallelamente alle previsioni che promettono ulteriori ondate di caldo per il mese di settembre. La Regione aveva fatto sapere, già dalla scorsa settimana, di voler tirare dritto e non rinviare l’inizio delle lezioni. L’assessore regionale all’Istruzione, Mimmo Turano aveva promesso di «lavorare a soluzioni capaci di assicurare un sistema di condizionamento adeguato».
Detto fatto, lunedì è arrivata l’approvazione per prelevare 200mila euro dal fondo di riserva, come richiesto dalla Direzione edilizia scolastica per la fornitura ed installazione di nuovi climatizzatori nelle aule, che la Cgil aveva definito «forni». Ieri poi l’ulteriore comunicazione da parte del sindaco, emanata per garantire la massima tutela della salute e dell’incolumità degli studenti, del personale scolastico e delle famiglie.
La direttiva poi fa riferimento all’uso possibile della didattica a distanza per «garantire la continuità del calendario scolastico» nel momento in cui si dovesse verificare lo scenario da bollino rosso. Da regolamento però, una volta cessato l’utilizzo della Dad legata alla pandemia da covid-19, ogni singola istituzione scolastica delibera autonomamente l’uso della Didattica digitale integrata, seguendo le linee guida del Ministero e dell’Ufficio scolastico, nell’ambito del Piano triennale dell’offerta formativa (Ptof).
La comunicazione però è arrivata unilateralmente dall’amministrazione, che ha specificato di «averla trasmessa» al provveditore, con il quale però, fa saper l’Ufficio scolastico regionale «non c’è stata nessuna interlocuzione sulla direttiva». La richiesta della Dad era stata avanzata anche dalla quarta commissione consiliare pochi giorni fa, da applicare solamente però negli istituti “maggiormente esposti alle criticità termiche”.
Il provvedimento adottato da Lagalla specifica poi linee di indirizzo differenti a seconda dello stato in cui si trova il singolo istituto in termini di climatizzazione. Faranno eccezione dalla chiusura infatti quegli istituti nei quali i dirigenti scolastici attestino la presenza di impianti di climatizzazione adeguati e perfettamente funzionanti. Contestualmente, conclude poi la direttiva sindacale, l’amministrazione comunale ha predisposto un piano tecnico ed economico a lungo termine per potenziare gli impianti di condizionamento in tutte le strutture scolastiche della città.
La richiesta di far slittare l’inizio dell’anno scolastico non era stata accolta perché soggetta ad un limite logistico e temporale: «Per legge - spiegava Turano - ci deve essere una durata di 206 giorni e slittando oltre il 9 giugno non ci sarebbe tempo per gli scrutini e la fase di preparazione degli esami di maturità. Parleremo con il gestore dei servizi energetici per fare ammodernare i climatizzatori».
Da qui la direttiva di lunedì, progettata però per l’acquisto, non per una manutenzione o ammodernamento. Lagalla parla infine di “scelta di responsabilità” in cui «la tutela viene prima di tutto» e «di fronte alla possibilità di eventi climatici estremi, non possiamo permetterci di attendere che l’emergenza si manifesti, si deve essere pronti ad agire prima con decisioni chiare e tempestive».