amministrazione
Il parco e l'allargamento della strada, un terreno per due progetti: pasticcio sui lavori di rilancio per Villa Turrisi
Palazzo Chigi obbliga il Comune a consegnare gli atti sulla riqualificazione finanziata con fondi Pon Metro
Scapaccione della Presidenza del Consiglio dei ministri per convincere il Comune a dare soddisfazione documentale a un cittadino che, con arguzia tecnico-giuridica, documenta e interroga sulla situazione dei passaggi pedonali e dei muri fatiscenti mai spariti (uno è crollato) nonostante l’area sia destinata all’ampliamento della strada. Progetto del quale, da anni, non si sa più molto. Il motivo: il ricorrente, M. B. le sue iniziali, chiede la documentazione su tutta la realizzazione del tormentato parco di Villa Turrisi.
L’area in questione si trova tra le vie Evangelista Di Blasi, Ruggeri, Leonardo da Vinci, Politi e De Grossis. Quell’ampliamento cozzerebbe - «possibile interferenza», il termine in atti - con il parallelo e possente progetto di realizzazione del parco. Ennesimi problemi, non più sotto forma di rischio definanziamento - l’opera da 5,2 milioni di euro è rimasta in extremis sotto l’ombrello del Pon Metro Plus - ma di carattere catastale, con numerose particelle nel limbo dell’incertezza, anzi dell’ubiquità, come rilevato nel carteggio di risposta a un’interrogazione del consigliere pentastellato Antonino Randazzo.
Intanto, le parole vergate dalla Commissione per l’accesso agli atti amministrativi di Palazzo Chigi che danno ragione al cittadino, il quale «deduce di aver inoltrato all’amministrazione una richiesta d’accesso per chiedere il rilascio di documentazione essenziale relativa alla sicurezza ed alla viabilità pubblica, relativa agli interventi di allargamento di Via G. E. Di Blasi e di realizzazione del giardino pubblico Villa Turrisi». La commissione «invita la segreteria a trasmettere al ricorrente la documentazione», unitamente alla memoria difensiva mandata già a Roma dal Comune.
Quanto all’interrogazione consiliare, i funzionari della Rigenerazione del verde e la capo area Giuseppina Liuzzo si trovano alle prese con il nodo delle particelle. L’area interessata ai fini della realizzazione del parco è «ricadente nella Regia trazzera n. 509, sul lato nord di via G. E. Di Blasi» per una larghezza di circa la metà dell’intera Regia Trazzera, e «non risultato ancora affrancate dalle precedenti proprietà due particelle più la porzione di una terza». I dati arrivano dall’ufficio del Demanio trazzerale e usi civici della Regione. Per quanto riguarda l’ampliamento, «risultano ancora da affrancare» altre cinque particelle, stavolta sulla sezione sud.
Nelle carte, tutta la preoccupazione della dirigenza per un progetto, quello del parco, già in fase di progettazione esecutiva e munito dei pareri positivi della Soprintendenza. E l’esigenza manifestata di «una linea di demarcazione tra i nostri interventi e un progetto di cui non abbiamo nessuna traccia, anche se più volte richiesto al settore Lavori pubblici, cioè quello del famoso ampliamento della via Di Blasi».
Randazzo commenta così la documentazione emersa: «Sul Parco di Villa Turrisi l’ennesimo pasticcio amministrativo. Dopo i rischi di rifinanziamento ora scopriamo pure che il progetto di allargamento di via Di Blasi è “sospeso” e interferisce con il progetto di parco atteso da anni. Grottesco come il Comune arrivi a questo punto senza aver coordinato due interventi sulla stessa area».